Presentato a Palazzo Ferro Fini il progetto con le farmacie veneziane: in distribuzione 2500 kit per rilevare sostanze nelle bevande contro il drink spiking
Sensibilizzare sul fenomeno della violenza di genere e prevenire il cosiddetto drink spiking, cioè l’alterazione delle bevande con sostanze stupefacenti. Con questo obiettivo è stata presentata a Palazzo Ferro Fini, nella sala stampa “Oriana Fallaci”, l’iniziativa “Il consenso non si scioglie in un drink – le farmacie contro la violenza di genere e la droga dello stupro”, promossa dalla consigliera regionale Laura Besio (Fratelli d’Italia).
Durante la conferenza stampa Besio ha spiegato che si tratta di “una iniziativa di grande valore, non meramente simbolica, in vista dell’avvicinarsi della Festa della Donna, ma concreta sul fronte della prevenzione e della tutela”. L’obiettivo è costruire una rete capace di prevenire e intercettare un fenomeno ancora poco visibile: “È necessario costruire un sistema, una rete, capace di prevenire, intercettare e infine accompagnare rispetto a un fenomeno ancora troppo sommerso, quello del ‘Drink Spiking’, che rappresenta un abuso subdolo, colpendo soprattutto giovani donne durante la loro vita sociale”.
Besio ha ribadito anche il valore della libertà femminile: “Per me, la libertà delle donne è un principio non negoziabile: nessuna donna deve sentirsi vulnerabile durante un legittimo momento di svago”. E ha aggiunto: “Non dobbiamo preoccuparci della notte, ma affrontarla e accompagnarla”, ringraziando Federfarma e la rete di soggetti che ha aderito all’iniziativa.
Andrea Bellon, presidente di Federfarma Venezia, ha ricordato il ruolo sociale delle farmacie nel territorio. “Le farmacie veneziane quotidianamente raccolgono le confidenze e i problemi dei cittadini, in particolare di giovani e anziani con molteplici fragilità”, ha spiegato. Nell’ambito del progetto verranno distribuiti 2500 kit antistupro nelle farmacie aderenti della provincia di Venezia: “braccialetti in grado di rilevare la presenza della droga dello stupro nelle bevande”, pensati soprattutto per le giovani donne che frequentano locali e luoghi di aggregazione.
Emma Piumelli, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Venezia e referente del “progetto Mimosa”, ha sottolineato il ruolo delle farmacie come punto di riferimento sul territorio. L’iniziativa si inserisce infatti in una più ampia campagna di prevenzione e sostegno contro la violenza sulle donne: “Invito quindi le donne a rivolgersi a noi, in quanto la farmacia è un luogo privilegiato, diffuso capillarmente sul territorio, di facile approccio e che garantisce riservatezza. Anche perché, di solito, le donne preferiscono confidarsi con altre donne“.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giampietro Frison, direttore del laboratorio di tossicologia clinica e forense dell’Ulss 3, che ha illustrato il lavoro svolto nei casi sospetti di violenza sessuale: “Ci occupiamo delle analisi tossicologiche nei casi di presunta violenza sessuale ai danni di donne che hanno assunto inconsapevolmente bevande alterate da sostanze stupefacenti”. Da qui l’invito ai giovani alla prudenza: “Fate attenzione alle bevande, non lasciatele incustodite; evitate di fare abuso di alcolici, soprattutto quando vi trovate in presenza di altre persone”.
All’iniziativa hanno partecipato anche rappresentanti del settore dell’intrattenimento e dei centri antiviolenza. Franco Polato, presidente di SILB-FIBE Confcommercio Venezia e Rovigo, ha sottolineato che “non dobbiamo preoccuparci della notte, ma occuparci di essa. I nostri locali sono presidi di legalità e di sicurezza, con personale formato, in grado di offrire un divertimento sicuro”.



