Allarme dai vertici nazionali e responsabilità regionale per la gestione dei piccoli Comuni del Veneto: Manildo denuncia le difficoltà
“I piccoli Comuni del Veneto sono oggi l’anello debole di una catena che rischia di spezzarsi sotto il peso della burocrazia e della carenza di personale. Gli Stati Generali a Roma hanno confermato quello che denunciamo da tempo: i sindaci hanno le idee e la visione per il futuro, ma mancano le braccia e le risorse per metterle a terra. Il Presidente Stefani non può ignorare questa realtà”, dichiara Giovanni Manildo, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale.
Manildo sottolinea come numerosi amministratori veneti, con una forte delegazione dal Polesine, abbiano evidenziato le difficoltà quotidiane dei piccoli centri. “Le testimonianze raccolte, come quelle dei sindaci di Corbola o Ariano nel Polesine, mostrano un Veneto che soffre. Da un lato, la propaganda, dall’altro amministratori in prima linea che devono gestire la transizione ecologica e i fondi del PNRR con uffici tecnici svuotati. Se il sistema dei piccoli centri crolla, si mette a rischio la tenuta ambientale e sociale di tutta la regione. È compito della Regione, e in primis del presidente Alberto Stefani, garantire che nessuno venga lasciato indietro”, aggiunge l’esponente dem.
“È inaccettabile che le procedure attuali favoriscano sistematicamente gli enti più strutturati, penalizzando chi vive nelle aree interne o periferiche. Chiediamo alla Giunta un cambio di passo immediato: serve un piano straordinario di assistenza tecnica regionale e una vera semplificazione per l’associazionismo tra Comuni, che oggi è diventato un labirinto burocratico insostenibile”, aggiunge il capogruppo dem.
Secondo il capogruppo dem, la gestione del Veneto non può limitarsi ai palazzi di Venezia. “Il Veneto non si governa solo dai palazzi di Venezia. Si governa ascoltando chi, ogni giorno, garantisce la presenza dello Stato nei territori. Il presidente e la sua Giunta devono decidere se restare spettatori del declino dei piccoli centri o se intervenire con risorse e competenze concrete per salvarli”, conclude Manildo.


