A Venezia, il consigliere regionale Nicolò Rocco porta all’attenzione della Giunta la grave carenza di personale nel sistema educativo 3-6 anni, denunciando l’insufficienza dei posti nei corsi universitari abilitanti
“Secondo i dati Fism, oggi le università del Veneto offrono un posto ad accesso programmato al Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria ogni 280 bambini: un dato impietoso se confrontato con quello di tutte le regioni limitrofe, con il caso eclatante del Friuli, dove le università preparano un futuro insegnante ogni 66 bambini”, denuncia il consigliere regionale Nicolò Rocco (Riformisti veneti in Azione).
Rocco spiega: “Sull’argomento, ho depositato una Mozione con la quale chiedo un intervento tempestivo per fronteggiare la drammatica carenza di personale nel sistema educativo 3-6 anni, causata in buona parte dall’esiguo numero di posti nelle sedi di Verona e Padova per l’unico corso di laurea abilitante. La carenza di organico nelle sole scuole paritarie, oggetto della rilevazione, supererebbe le 2.500 unità, secondo i dati presentati da Fism Veneto. L’offerta di lavoro c’è ma mancano i professionisti formati“.
Il consigliere sottolinea anche la fuga di talenti fuori Regione: “Alla luce di questa urgente e drammatica criticità, ho ritenuto doveroso attivare subito gli strumenti per avviare ogni opportuna interlocuzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con le Università del Veneto interessate, al fine di aumentare il numero di posti disponibili per la frequenza del Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Scienze della Formazione Primaria, abilitante all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia: non è accettabile che il Friuli formi 4,3 insegnanti per ogni insegnante veneto, a parità di utenza”.
Infine, Rocco propone di valorizzare i laureati in pedagogia: “La Mozione si conclude con una proposta volta a valorizzare i laureati in pedagogia: esiste un paradosso, giustamente evidenziato dagli addetti ai lavori, per cui i laureati in pedagogia possono operare nei nidi, ma non nelle scuole dell’infanzia. Considerata la situazione descritta dalle associazioni di categoria, rendere le lauree in pedagogia abilitanti all’insegnamento almeno in quelle classi, eventualmente prevedendo percorsi integrativi speciali, darebbe certamente maggior respiro al comparto”.



