Settori chiave trainano l’export veneto in India: metallurgia e chimica guidano la crescita, incertezza sul comparto orafo
L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India dà slancio all’export veneto: nell’ultimo anno il valore delle esportazioni raggiunge i 705 milioni di euro, con un incremento del 13,8% rispetto al 2024, secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto. Il comparto manifatturiero segna performance importanti: +105% per i prodotti della metallurgia, +22% per abbigliamento e +23% per forniture mediche e dentistiche, settori che insieme hanno superato i 200 milioni di euro di valore esportato. Il primato resta dei macchinari e apparecchiature, che rappresentano il 36,4% dell’export regionale verso l’India, seguiti dalla metallurgia (13,6%), chimica (9,7%) e altri prodotti manifatturieri (9,6%).
Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, evidenzia come il raddoppio della metallurgia rifletta l’ingresso delle imprese venete nelle catene di fornitura dell’industria indiana, con semilavorati e materiali ad alto valore aggiunto destinati a meccanica, automotive e impiantistica. Per il comparto chimico, l’accordo rappresenta un passo fondamentale: “La riduzione delle barriere tariffarie migliora la competitività delle nostre imprese artigiane e medio-piccole, permettendo di valorizzare know-how e qualità del prodotto finale”, sottolinea Raffaello Giora, presidente della Federazione Chimica Gomma Plastica di Confartigianato Veneto.
Sul fronte orafo, invece, si registrano preoccupazioni: Piero Marangon, presidente del gruppo di mestiere orafi, teme che la concorrenza asiatica possa intensificarsi con l’azzeramento dei dazi. “Il Made in Italy del gioiello fatica ancora a imporsi in India, dove il mercato privilegia lo stile etnico. Questo accordo potrebbe spingere aziende locali a consolidare la propria posizione, mettendo a rischio le fasce più vulnerabili della produzione veneta”, avverte Marangon, ricordando possibili acquisizioni da parte di realtà indiane.
Nel complesso, l’export veneto beneficia di un contesto favorevole: oltre ai prodotti manifatturieri, macchinari, chimica e metallurgia mostrano margini di crescita importanti, mentre il comparto orafo resta sotto osservazione. L’accordo UE-India rappresenta un’occasione strategica per rafforzare la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese venete, soprattutto quelle artigiane.
Brescacin: “Accordo Ue-India apre nuovi mercati al vino e al Made in Italy veneto”
A sottolineare il vantaggio del nuovo accordo commerciale tra Unione Europea e India interviene la consigliera regionale Sonia Brescacin (Gruppo Misto) che a Palazzo Ferro-Fini commenta l’intesa recentemente siglata tra Bruxelles e Nuova Delhi.
“Il mercato indiano, con la sua crescita economica e l’ampiezza demografica, offre prospettive straordinarie per il nostro sistema produttivo – afferma Brescacin -. Il vino veneto, prodotto di qualità e di nicchia, potrà beneficiare di politiche commerciali aperte per diversificare e ampliare i mercati di riferimento, offrendo nuove opportunità alle nostre imprese”.
Brescacin invita inoltre la Regione Veneto a valorizzare al massimo questa opportunità: “Mi auguro che l’Amministrazione sappia supportare le nostre eccellenze, promuovendo il Made in Italy e sostenendo le imprese venete nel processo di internazionalizzazione”.
L’accordo Ue-India, secondo la consigliera, potrebbe rappresentare un volano per l’export regionale, rafforzando la presenza del Veneto in un mercato strategico e ad alta crescita come quello indiano.



