Il consigliere regionale Alessio Morosin richiama il ruolo delle istituzioni e della società nel custodire la memoria storica e difendere i valori democratici
“Il Giorno della Memoria è un momento di riflessione profonda e necessaria per custodire il passato, orientare il presente e migliorare il futuro. Con queste parole il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) è intervenuto in occasione della ricorrenza che ricorda le vittime della Shoah, a ottantuno anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz.
Morosin ha sottolineato come la memoria delle persecuzioni e del genocidio nazista non possa ridursi a un esercizio commemorativo, ma debba tradursi in una responsabilità collettiva che coinvolge istituzioni e cittadini. “I campi di sterminio e le testimonianze dei sopravvissuti – ha ricordato il consigliere – hanno mostrato al mondo l’orrore di una delle pagine più tragiche della storia contemporanea. Ricordare significa assumersi un impegno condiviso, civile e morale”.
Secondo il consigliere regionale, la memoria rappresenta anche uno strumento fondamentale per leggere il presente e affrontare le sfide del nostro tempo, educando le nuove generazioni al rispetto reciproco, alla solidarietà e alla difesa dei diritti umani. Un richiamo che riguarda da vicino anche il Veneto, terra che ha conosciuto direttamente le conseguenze della persecuzione nazista, dalle deportazioni alle tragedie che colpirono intere famiglie, comprese quelle strappate dal ghetto di Venezia.
“Questa storia – ha concluso Morosin – ci impone di vigilare, di difendere i valori democratici e di contrastare ogni forma di odio, discriminazione e indifferenza. La memoria è il filo che unisce le generazioni: solo mantenendo viva la consapevolezza di ciò che è stato possiamo evitare il ripetersi di simili orrori e costruire una società più giusta, guidata da uomini e istituzioni responsabili”.



