La consigliera Cendron risponde al consigliere Rucco sulla transizione energetica: “Le rinnovabili costano meno e fanno restate i soldi in Italia”
“Sul tema della transizione energetica, l’energia non è una questione ideologica, ma di dove finiscono i soldi“. Con queste parole la consigliera regionale Rossella Cendron (Le Civiche Venete) replica alle dichiarazioni del consigliere Francesco Rucco.
Secondo la consigliera Cendron, parlare di rallentamento delle rinnovabili equivale a mantenere la dipendenza dai combustibili fossili. “Solare ed eolico vengono definiti fonti incerte – afferma – mentre si difende un sistema che dipende ogni giorno da gas e petrolio importati dall’estero, con prezzi che oscillano in base al clima, alle guerre e alle tensioni geopolitiche“.
La consigliera porta alcuni dati a sostegno della propria tesi: “Basta una settimana di freddo per far salire il prezzo del gas del 40%. Questa sarebbe la sicurezza energetica. Si parla poi di ‘dipendenza dalla Cina’ nel fotovoltaico. Anche questo non è vero“.
A dimostrarlo, secondo Cendron, uno studio congiunto di Politecnico di Milano, Università di Padova e Università di Cagliari, che evidenzia come circa il 75% del valore degli investimenti nel fotovoltaico resti in Italia. “Pannelli e inverter rappresentano meno di un quarto del costo totale. Il resto è lavoro italiano: progettazione, cantieri, impianti, reti, trasporti e manutenzione“.
“Il confronto economico – prosegue la consigliera – è chiaro: l’energia prodotta da gas costa circa 110 euro a MWh, e oltre il 70% di quella spesa serve a comprare combustibile dall’estero ogni giorno. L’energia solare costa circa 60 euro a MWh e la parte importata si paga una sola volta, per impianti che durano 25 anni“. Non si tratta di stime teoriche, sottolinea Cendron, ma di contratti reali: “Molte aziende venete stanno firmando Power Purchase Agreement (PPA) con impianti fotovoltaici per bloccare i costi energetici, ridurre la volatilità dei prezzi e raggiungere obiettivi di sostenibilità”.
Anche il tema dell’intermittenza viene definito superato: “Solare, eolico e sistemi di accumulo garantiscono ormai continuità di fornitura. Infatti nel mercato italiano della capacità vincono gli accumuli, non il gas“. La transizione, ribadisce, è un percorso di lungo periodo: “Nessuno propone di spegnere tutto domani, ma rallentare oggi significa arrivare tardi, quando altri avranno già costruito industrie, competenze e lavoro“.
“Il punto vero è impossibile da ignorare – conclude Cendron –: 100 euro spesi in energia fossile sono 100 euro che vanno all’estero; 100 euro spesi in rinnovabili sono almeno 60 euro che restano nell’economia italiana. Non è ambientalismo. Non è ideologia. È aritmetica“.


