L’assessore al Commercio del Veneto Bitonci annuncia la riforma: fondi ai distretti e misure contro la desertificazione commerciale
La Regione Veneto avvia un percorso di riforma del sistema commerciale regionale con un duplice obiettivo: una nuova proposta di legge sul commercio e un piano strutturale per la tutela dei negozi di vicinato e il rilancio dei centri storici.
Il confronto sulla proposta di legge regionale prenderà ufficialmente il via martedì 20 gennaio, alle ore 10, a Palazzo Grandi Stazioni, alla presenza dell’assessore regionale al commercio e allo sviluppo economico, Massimo Bitonci, insieme ai rappresentati delle associazioni di categoria, delle imprese, degli enti locali e delle organizzazioni dei consumatori.
Il testo della proposta di legge mira a definire un quadro normativo aggiornato, più semplice e moderno, pensato per sostenere la competitività delle imprese. tutelare la concorrenza e migliorare la qualità dei servizi sul territorio. Tra gli obiettivi principali figurano la rigenerazione dei centri storici, la valorizzazione delle botteghe storiche e dei distretti del commercio, semplificando le procedure amministrative attraverso SUAP unico, strumenti digitali e tempi certi.
L’assessore afferma: “Vogliamo una normativa trasparente che non rallenti chi investe ma che garantisca tempi e regole chiare. L’obiettivo è sostenere il commercio di vicinato senza ostacolare l’innovazione e le nuove imprese“.
Parallelamente, la Regione lavorerà a un piano regionale per contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare l’economia urbana. In quest’ottica, nel 2026 sarà attivato un nuovo bando da 10 milioni di euro per i distretti del commercio, destinato ai distretti già riconosciuti che non hanno potuto beneficiare dei precedenti finanziamenti. Gli interventi saranno orientati alla rigenerazione urbana, alla transizione digitale, alla sostenibilità e alla promozione territoriale.
Il piano prevede incentivi per l’innovazione digitale, il rilancio delle botteghe artigiane, il rafforzamento dei centri commerciali naturali, la semplificazione burocratica per aperture e subentri e una collaborazione stabile tra Comuni, Camere di commercio e categorie economiche.
“Il commercio di vicinato non è passato: è futuro se gli diamo gli strumenti giusti. Vogliamo permettere ai nostri negozi di competere ad armi pari“, conclude l’assessore Bitonci.


