Governance centralizzata e investimenti, interrogazioni e audizioni annunciate: acceso il dibattito sui porti di Venezia e Chioggia
La recente riforma del sistema portuale approvata dal Consiglio dei ministri ha acceso il dibattito sul futuro degli scali di Venezia e Chioggia. La nuova società Porti d’Italia Spa assume il ruolo centrale nella governance nazionale, suscitando preoccupazioni locali.
I consiglieri regionali Jonatan Montanariello e Giovanni Manildo del Partito Democratico sottolineano: “La recente approvazione da parte del Consiglio dei ministri della riforma del sistema portuale, che introduce la nuova società Porti d’Italia Spa come perno della governance nazionale, impone una riflessione profonda e urgente sul futuro degli scali di Venezia e Chioggia. Sebbene il viceministro Rixi parli di una maggiore competitività attraverso una ‘regia unica’, è fondamentale chiarire che l’accentramento dei poteri a Roma non deve tradursi in una perdita di autonomia decisionale per il nostro territorio“.
I due esponenti dem evidenziano in particolare le criticità economiche. “Le preoccupazioni riguardano in primis la tenuta finanziaria delle nostre realtà. La riforma prevede che parte delle entrate venga trasferita alla nuova Spa centrale, ma non sono ancora state fornite previsioni attendibili sull’entità di questi versamenti – spiegano Montanariello e Manildo -. Il rischio concreto è che la capacità di finanziare opere sul territorio venga drasticamente meno, rendendo gli equilibri di bilancio estremamente precari. È un aspetto allarmante, considerando che, secondo le nuove norme, dopo due anni su tre di deficit scatterebbe l’accorpamento d’ufficio con altri scali: un’eventualità che metterebbe fine alla sovranità del nostro sistema portuale”.
Particolare l’attenzione per il Porto di Chioggia. Montanariello spiega: “Un passaggio specifico merita il Porto di Chioggia, che da troppo tempo vive in un limbo, senza una vocazione definitiva. A oggi, la commistione tra l’attività crocieristica, di cui restano poco chiari i reali benefici per la città, e i settori turistico, commerciale e delle darsene, sta creando solo incertezza. Chioggia non può restare un’appendice trascurata in attesa di decisioni romane; ha bisogno di una strategia chiara che ne valorizzi le potenzialità”.
Per garantire trasparenza e controllo sul futuro degli scali, i consiglieri hanno già predisposto iniziative concrete. “Per queste ragioni – proseguono gli esponenti dem -, abbiamo deciso di depositare un’interrogazione per conoscere nel dettaglio quale sarà il destino della programmazione delle grandi opere e come verranno gestiti gli investimenti strategici. Inoltre, preannunciamo che, non appena si saranno ufficialmente insediate le nuove Commissioni consiliari, chiederemo immediatamente la convocazione di una serie di audizioni. È doveroso che tutti i soggetti coinvolti vengano a riferire sul cronoprogramma dei lavori e sull’impatto economico che questa riforma avrà sulla gestione locale”, concludo Montanariello e Manildo.
I timori espressi dai consiglieri riflettono la necessità di un equilibrio tra competitività nazionale e autonomia locale, con particolare attenzione agli investimenti e alla programmazione strategica degli scali veneti. La riforma, secondo Montanariello e Manildo, richiede dunque chiarezza immediata e partecipazione di tutti gli attori coinvolti.


