Collaborazione tra imprese e sindacati per lo sviluppo del territorio del Polesine, Scabin: “Oggi avviamo una nuova fase”
“La collaborazione tra associazioni imprenditoriali e sindacati, pur nel rispetto dei ruoli, è fondamentale per rafforzare la voce delle imprese, dialogare con le istituzioni e trasformare le esigenze del Polesine in strategie concrete di crescita”, ha dichiarato Carlo Scabin, vicepresidente di Confindustria Veneto Est per il Territorio di Rovigo.
Gli obiettivi indicati dal vicepresidente includono l’insediamento di imprese ad alto valore aggiunto e sostenibili, la formazione e l’orientamento alle nuove competenze, il rafforzamento delle infrastrutture materiali, digitali e sociali, e la creazione di un contesto amministrativo più semplice e digitale. “Il nostro territorio ha potenzialità straordinarie – ha aggiunto Scabin – e serve una cabina di regia strutturale che metta a sistema idee, competenze e risorse, sostenendo chi vuole crescere e investire in Polesine”.
Il quadro economico e produttivo del Polesine
Il Polesine conta 27.267 unità locali (-2,2% su base annua) e 72.225 occupati (stabili rispetto al 2024), di cui quasi 28mila nell’industria e costruzioni, con un tasso di disoccupazione del 6,5%. Il valore aggiunto provinciale supera i 6,5 miliardi di euro, di cui 1,9 miliardi nell’industria e costruzioni, e il valore aggiunto pro-capite è di 28.649 euro. Tra gennaio e ottobre 2025 l’occupazione dipendente è cresciuta di 1.635 unità, con un +1,2% per l’occupazione femminile.
Il territorio affronta sfide importanti: flessione dell’export (-2,9% nei primi sei mesi del 2025), riduzione del credito alle imprese (-6,1% su base annua) e calo demografico con innalzamento dell’età media. I redditi da lavoro e pensione restano sotto la media del Nord-Est. Secondo Confindustria Veneto Est, la resilienza, le filiere distintive e un’azione coordinata “di sistema” sono fondamentali per sostenere una crescita coesa e duratura.



