Un percorso educativo per i detenuti della casa circondariale Santa Bona di Treviso: verso la conclusione di “Coraggiosi, non violenti”
Si avvia alla conclusione il progetto “Coraggiosi, non violenti – Prevenzione della violenza in ottica funzionale“, promosso dall’Ulss 2 Marca Trevigiana insieme a Volontarinsieme ODV e con il sostegno della Fondazione BCC Pordenonese ETS. L’iniziativa ha coinvolto 19 detenuti con l’obiettivo di prevenire comportamenti violenti e rafforzare capacità relazionali e gestione delle emozioni.
Percorso e metodologia
Dopo colloqui preliminari di selezione, sono stati costituiti due gruppi di detenuti con profili caratterizzati da impulsività e difficoltà relazionali. Dal settembre 2025 hanno partecipato a 10 incontri di due ore ciascuno, condotti dalle psicoterapeute Valentina Cincotto, Veronica Zaninotto e Miriam Bordignon secondo l’approccio del Neo-Funzionalismo.
Gli incontri hanno trattato il controllo delle emozioni, il contatto empatico, la gestione dell’aggressività, la tenerezza e il rispetto per gli altri, con laboratori pratici mirati a riconoscere e canalizzare l’energia aggressiva in modo costruttivo.
Risultati e impatto
Secondo le psicologhe e i coordinatori, il progetto ha già evidenziato risultati positivi: maggiore consapevolezza emotiva, miglior gestione dei rapporti con gli altri e forte partecipazione dei detenuti. L’ultimo incontro si terrà il 23 dicembre.
Il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, sottolinea: “Investire nella salute mentale dei detenuti significa sicurezza interna e reinserimento sociale. ‘Coraggiosi, non violenti’ offre strumenti concreti per gestire l’impulsività e costruire relazioni positive”.
La Fondazione BCC Pordenonese ETS e Volontarinsieme ODV confermano l’importanza di questo tipo di interventi, che uniscono prevenzione e riabilitazione e promuovono un cambiamento duraturo all’interno del carcere.



