Adiconsum Venezia mette in guardia i cittadini dal phishing: “Non fornire alcun dato personale o documento”
“Sei vittima di una truffa”. Ma è proprio questa la truffa. Crescono i casi segnalati di una mail di posta elettronica che sta girando in questi giorni, dove viene comunicato un falso rimborso del Fondo Monetario Internazionale. A mettere in guardia i cittadini, è l’Adiconsum Venezia, a cui stanno arrivando diverse di queste segnalazioni: è l’ennesimo tentativo di raggiro che sta circolando in rete e sta già colpendo diversi consumatori del territorio.
La truffa via mail
Si tratta di un messaggio apparentemente inviato da un sedicente “Direttore Generale Atm” del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Nella comunicazione, redatta in un italiano piuttosto approssimativo, si afferma che il destinatario sarebbe stato inserito “nell’elenco delle vittime di una truffa” e che il Fmi avrebbe disposto un fantomatico rimborso da 100mila dollari tramite una “carta bancomat Visa internazionale” da spedire con corriere.
Per ottenere questo presunto risarcimento, al cittadino viene chiesto di fornire i propri dati personali, con la promessa che il pagamento sarà inviato entro le successive 72 ore. “Ma questa comunicazione è una truffa di phishing – avverte la presidente di Adiconsum Venezia, Jacqueline Temporin Gruer – costruita per sottrarre dati personali e sensibili, ottenere informazioni utili a compiere ulteriori frodi, instaurare contatti tramite numeri esteri o canali non verificabili, come ad esempio WhatsApp”.

Come agire in caso di phishing
Adiconsum Venezia ricorda che nessun ente internazionale, incluso il Fondo Monetario Internazionale o le Nazioni Unite, invia rimborsi tramite carte prepagate, né utilizza indirizzi e-mail generici: la promessa di ingenti somme di denaro è un chiaro segnale di pericolo. “L’invito è di non rispondere alla comunicazione – spiega Temporin Gruer – ma anche di non fornire alcun dato personale o documento. Inoltre, non bisogna mai cliccare sugli eventuali link e non contattare numeri indicati nel messaggio. Invece, si deve segnalare l’e-mail alla nostra sede o alla polizia postale tramite il portale dedicato. Da ultimo, cancellare il messaggio dal proprio dispositivo. Si tratta di un tentativo di raggiro ormai diffuso, ma che continua a fare vittime perché sfrutta la leva psicologica del rimborso e dell’urgenza, invitiamo tutti i cittadini a prestare la massima attenzione e a diffondere l’avviso soprattutto tra i soggetti più a rischio, come anziani e utenti poco esperti”.



