Cestaro (Lega – LV): “Tutele e incentivi al settore dell’abitare, delle aziende, dei giovani, della sanità, della scuola e delle minoranze linguistiche”
“Esprimo grande soddisfazione a faccio i miei più sinceri complimenti al ministro Roberto Calderoli per l’approvazione, dopo trent’anni dalla legge 97 del 1994, in via definitiva, della nuova Legge sulla Montagna, un provvedimento atteso e cruciale per il futuro delle aree montane italiane”. Sono le parole di Silvia Cestaro, consigliera regionale di Lega – Liga Veneta, che parla di “una svolta storica per il mondo montano e un ottimo viatico per rilanciare il nostro sistema montano”.
“Ora – prosegue Cestaro – si deve garantire che le risorse destinate alle Regioni non vengano intaccate e si trovino nuovi strumenti finanziari per sostenere gli incentivi previsti dalla legge dalla nuova legge, in particolar mondo per il settore finanziario, quello dell’istruzione e il mondo delle imprese. Ora attendiamo i decreti attuativi, che dovrebbero entrare in vigore entro la fine dell’anno, affinché la nuova legislazione sulla salvaguardia della ‘montagna’ rispetti tutte le esigenze dei territori”.

L’approvazione di ieri è “un buon punto di partenza per fare delle considerazioni del futuro delle nostre montagne ed è un bene che siano stati considerati fondamentali i due parametri di ‘altitudine e pendenza’, condivisi più volte con il ministro Roberto Calderoli, fatto questo che cambia molto le prospettive su chi è veramente territorio montano. Grande attenzione, come già detto, alle misure a favore della sanità, della scuola, dei giovani, degli incentivi alle aziende e alle minoranze linguistiche con incentivi e detrazioni fiscali per affitti, acquisto di case, ristrutturazioni e tutele al settore dell’abitare e al mondo silvo – pastorale e al patrimonio boschivo. Importanti, anzi fondamentali le misure a favore dell’abitare per evitare lo spopolamento delle zone montane”.
E conclude: “Mi fa molto piacere, inoltre, che sia stata posta anche una grande attenzione alle minoranze linguistiche, e parlo del mio territorio, ovvero quello del bellunese, in cui sono presenti due principali minoranze linguistiche storiche: il ladino, parlato nelle valli dolomitiche dell’Agordino, Cadore, Comelico e Zoldo, e il cimbro, presente in alcune zone come l’Alpago e il Cansiglio”, conclude Silvia Cestaro.



