Vittime delle rapine due donne e un minore: il responsabile era un 32enne già noto per il suo passato di scippatore “seriale” e per i precedenti in materia di droga
La Polizia di Stato di Padova ha arrestato un 32enne, cittadino tunisino irregolare in Italia, che nei giorni scorsi si è reso protagonista di ben tre aggressioni e rapine, ai danni di due donne e di un minore.
Nella mattina di lunedì, infatti, il personale della Squadra Mobile è intervenuto nella Chiesa di Santa Lucia a Padova, poichè una 60enne intenta a pregare, dopo essere stata addescata da un uomo con una domanda inerente l’orario delle funzioni religiose, aveva subìto il furto con strappo della collana del valore di 4mila euro che indossava. L’uomo si era quindi dato alla fuga, mentre la donna era riuscita a salvare dal furto il medaglione appeso al monile, staccatosi nel corso dell’aggressione. L’autore, descritto fisicamente dalla vittima, è stato anche immortalato dalle immagini del sistema di videosorveglianza interna della Chiesa.
Sulla base degli elementi acquisiti, gli operatori della Squadra Mobile sono riusciti a mettere in relazione l’episodio con un’analoga rapina commessa con lo stesso metodo da un soggetto nel pomeriggio di mercoledì 18 giugno, quando un giovane 16enne padovano, mentre percorreva a piedi Via dei Livello, era stato avvicinato da un ragazzo nordafricano che, nel chiedere se fosse albanese, dopo pochi istanti aveva tentato di strappargli una catenina in oro e, di fronte alla resistenza del ragazzo, gli aveva spruzzato dello spray urticante, fino a quando non era riuscito a strappare il monile del valore di mille euro e a darsi poi alla fuga.
Chi era il responsabile delle rapine
Così lunedì la Squadra Mobile ha effettuato mirati servizi nei luoghi in cui riteneva potesse trovarsi il presunto rapinatore, identificato proprio nel 32enne.
Di origine tunisina e d’indole violenta, l’uomo di cui sono andati alla ricerca era irregolare sul territorio nazionale e già noto agli operatori di polizia proprio per il suo passato di scippatore “seriale” e per i precedenti in materia di sostanze stupefacenti. Era, difatti, già stato in carcere per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato arrestato più volte per rapina, ricettazione, lesioni personali; più recentemente, in due diverse occasioni, nel 2023 e nel 2024, è stato arrestato per furto con strappo e rapina impropria.
Nel corso del servizio, all’altezza di Piazza Salvemini, gli investigatori sono riusciti a individuarlo, ma alla richiesta dei poliziotti di esibire un documento di identificazione, l’uomo nel tentativo di sottrarsi al controllo per darsi alla fuga, ha estrato una bomboletta di spray urticante e colorante che ha spruzzato verso uno degli agenti, infierendo inoltre con calci e pugni. A seguito di una vera e propria colluttazione, con non poche difficoltà, anche per la delicatissima situazione che vedeva i poliziotti accerchiati anche da altri soggetti, sono riusciti a bloccare l’uomo e, una volta reso inoffensivo grazie all’intervento di rinforzo degli equipaggi delle volanti, è stato accompagnato in Questura.
Gi altri casi
Nel corso delle indagini, la Polizia è riuscita anche a individuare il compro-oro presso cui il 32enne aveva venduto la collana strappata alla donna in chiesa, per la quale aveva ottenuto 500 euro.
Non solo. Le indagini hanno permesso inoltre di riscontrare che quella stessa mattina, dopo il primo colpo in chiesa, l’uomo aveva commesso un’altra rapina in Via Giordano Bruno ai danni di una 70enne, che era stata strattonata sempre con l’intento di sottrarle la collana d’oro che indossava e, non riuscendoci, aveva ripiegato sul bracciale della donna, del valore di 2mila euro.
Il 32enne è stato quindi arrestato per i reati di resistenza, violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali ed indagato per il furto con strappo in chiesa e per le due rapine continuate ed aggravate ai danni del 16enne e della signora 70enne. A seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare nel carcere “Due Palazzi” di Padova.



