La provincia di Padova rinnova il suo impegno a favore dell’oliviocoltura, patrimonio di biodiversità, cultura e tradizione
Dalla conferenza stampa tenutasi ieri mattina a palazzo Santo Stefano a Padova, arriva la conferma degli esperti per il rinnovo dell’impegno a favore del comparto olivicolo. Un settore che, pur rappresentando una nicchia nell’economia agricola regionale, custodisce un immenso patrimonio per il territorio padovano.
Alla conferenza sono intervenuti Vincenzo Gottardo, consigliere delegato all’Agricoltura della Provincia di Padova; Giancarlo Bonamini, presidente del Consorzio di tutela dell’olio Evo Veneto Dop; Leonardo Granata, presidente regionale degli olivicoltori di Confagricoltura Veneto; Luca Trivellato, presidente di Cia Padova (Confederazione italiana agricoltori); Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova; Paolo Barbiero, titolare di un frantoio; e Andrea Madonna, cuoco. La partecipazione di associazioni e figure diverse testimonia l’importanza di questa coltura per il territorio provinciale di Padova.
La Provincia, infatti, contribuisce per il 20% alla superficie olivicola del Veneto. Con circa 450 ettari coltivati, rappresenta un territorio di assoluta eccellenza e potenzialità nel panorama produttivo dell’olio extravergine d’oliva, con circa 400 aziende agricole attive nel settore olivicolo. La produzione annuale è di circa 20mila quintali di olive, da cui si ottengono 2.500 ettolitri di olio extravergine di oliva.
La resa media è di circa 9,45%, ovvero da ogni quintale di olive si ricavano tra i 12 e i 15 litri di olio. L’olio extravergine di oliva prodotto nei Colli Euganei rientra nella Dop “Veneto Euganei e Berici”, riconoscimento che ne certifica la qualità e l’origine geografica, tra le principali varietà coltivate nella zona si annoverano: Rasara, Leccino, Pendolino, Frantoio.
“L’olio d’oliva non è solo un prodotto agricolo – dichiara Vincenzo Gottardo – ma è espressione del paesaggio, della storia e dell’identità culturale del nostro territorio. Le quattro varietà autoctone rappresentano l’identità agricola di un’area che, da millenni, è vocata alla coltivazione dell’olivo. Un prodotto che si distingue per qualità organolettica e valore simbolico, già riconosciuto a livello internazionale“.
Un settore che deve fronteggiare le sfide per il futuro
Il comparto dell’olivicoltura, come molti altri, si trova oggi a fronteggiare importanti sfide: il cambiamento climatico, l’instabilità dei prezzi, la dimensione ridotta delle aziende, e una percezione ancora debole del valore reale dell’olio Evo da parte dei consumatori.
In un contesto in cui la produzione regionale ha subito un calo significativo, nonostante la riduzione minima delle superfici coltivate, serve un’azione coordinata e lungimirante.
Dalla conferenza stampa sono emerse diverse proposte per il futuro del settore, come promuovere percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti a produttori, ristoratori e consumatori, partendo dalle scuole e passando per l’intero comparto agroalimentare.
Ancora si è proposto di sostenere progetti di innovazione e tracciabilità, incoraggiando l’adozione di tecnologie avanzate nella coltivazione e nella trasformazione dell’oliva. Importante sarà favorire la sinergia tra istituzioni e associazioni di categoria (Coldiretti, Cis, Confagricoltura), per creare una rete solida di supporto agli olivicoltori locali.
Infine si dovrà valorizzare le cultivar autoctone e le peculiarità organolettiche dell’olio padovano attraverso eventi, concorsi e iniziative territoriali e incentivare l’oleoturismo, quale leva di sviluppo economico e culturale in grado di attrarre visitatori e promuovere la conoscenza del prodotto.
“Formazione, innovazione e visione – conclude Gottardo – sono le chiavi per dare nuovo slancio a un comparto che ha radici antiche, ma un futuro da scrivere. La Provincia di Padova sarà parte attiva di questo percorso, sostenendo con determinazione gli olivicoltori e custodendo un patrimonio che appartiene a tutti noi“.



