Intervista al presidente del Veneto Luca Zaia in occasione del Festival Italia delle Regioni in corso a Venezia
Presidente Zaia, qual è il messaggio che partirà questa mattina da Venezia in attesa dell’arrivo del Presidente della Repubblica?
Tutti i riflettori nazionali sono puntati sul Veneto e desidero ringraziare i colleghi che hanno accettato questa candidatura. Saranno tre giornate durante le quali interverranno il Presidente della Repubblica, la Presidente del Consiglio, tutti i governatori d’Italia e gran parte dei membri del Governo. Si affronteranno temi rilevanti per i cittadini. Tra questi, porterò anche la questione dell’autonomia, che considero centrale non solo per la nostra regione, ma per tutte le regioni italiane.

Chiederà un’accelerazione sul percorso dell’autonomia? La situazione appare in una fase di stallo. Anche il professor Bertolisi ha parlato di una riforma ostaggio di burocrazie e ministeri.
Ritengo che vi siano resistenze a livello nazionale, tuttavia il Governo appare motivato. L’autonomia è uno dei pilastri del programma di esecutivo, insieme ad altre importanti riforme, e credo sia necessario avviare concretamente questo percorso previsto dalla Costituzione. Desidero ricordare che Don Luigi Sturzo, nel 1949, affermava di essere “unitario ma federalista e impenitente”: è questo il principio che dobbiamo sostenere. Il nostro è un Paese nel quale non possiamo accettare che i bambini, in base al luogo di nascita, abbiano opportunità diverse, né che i cittadini debbano spostarsi in altre regioni per accedere alle cure. Le disuguaglianze devono essere contrastate attraverso l’autonomia e il federalismo.
È attesa in Consiglio dei Ministri la legge delega per le 14 materie. È già pronta anche la bozza relativa alla protezione civile?
Non sono a conoscenza delle tempistiche del Consiglio dei Ministri. Posso però confermare che esiste una bozza su cui si sta discutendo, per la quale abbiamo chiesto ulteriore tempo di approfondimento. L’intenzione è quella di iniziare con la prima materia e proseguire con un percorso di riforma sostanziale. Il modello centralista adottato finora ha generato disuguaglianze e contribuito alla formazione di un debito pubblico che oggi ammonta a 3.000 miliardi di euro.
Si discute molto del tema del terzo mandato. Anche Regioni a statuto speciale e Province autonome segnalano un possibile limite alla democrazia.
Non intendo assumere un ruolo di rivendicazione su questo tema. In Veneto si voterà nell’autunno del 2025. Tuttavia, rilevo che i vincoli al numero dei mandati riguardano solo due cariche elettive elette direttamente dai cittadini: alcuni sindaci e alcuni presidenti di Regione. Ogni posizione politica è legittima, ma ritengo inaccettabile la motivazione secondo cui sarebbe necessario introdurre un limite ai mandati per evitare la formazione di centri di potere. È opportuno ricordare che ministri, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica, deputati, senatori, assessori e consiglieri non sono soggetti ad alcun limite di mandato. Pertanto, ogni giudizio è legittimo, ma non si può sostenere che presidenti di Regione e sindaci rappresentino un’anomalia in tal senso.

La crisi in Friuli Venezia Giulia potrebbe avere conseguenze politiche anche in Veneto, in vista delle elezioni regionali?
Preferisco non formulare ipotesi premature. La situazione politica del Paese è complessa e in continua evoluzione. Sostengo Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, non solo per la stima personale e il rapporto di collaborazione, ma perché difendono principi fondamentali come quello dell’autonomia. Ritengo inoltre che le prerogative delle Regioni e Province autonome debbano essere pienamente rispettate. Se dovesse verificarsi un’impugnativa da parte del Governo nei confronti del Presidente Fugatti, sono convinto che la Corte Costituzionale incontrerebbe notevoli difficoltà nel riconoscerne la legittimità.



