Presentato stamattina dal presidente Zaia, l’accordo rafforza la collaborazione tra la Regione del Veneto e il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico
La Regione Veneto e il Corpo di soccorso alpino e speleologico hanno stipulato un nuovo accordo da tre milioni di euro per il triennio 2025-2027. È quanto annunciato stamattina dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, in una conferenza stampa di presentazione della convenzione.
Presenti alla conferenza anche l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin e due rappresentati del Soccorso Alpino Veneto. “Abbiamo avuto nel 2024 1.225 persone soccorse. Ma è inquietante che il 40% delle persone soccorse siano illese, recuoperate in situazioni pericolosissime che richiedono l’intervento dell’elicottero – ha dichiarato Zaia -. Oggi è l’occasione per riconoscere il grande lavoro di questi uomini e donne che operano in montagna. I cittadini devono capire che la montagna è bella ma va rispettata”.
Zaia ha ricordato che la sua amministrazione ha introdotto un principio di deterrenza facendo pagare il conto a chi si addentra in situazioni pericolose in modo irresponsabile, ricordando che ci sono stati volontari che hanno perso la vita durante operazioni di salvataggio.
Il presidente ha quindi lanciato un appello a frequentare la montagna in sicurezza. “I sentieri sono tutti censiti, cartografati, hanno il loro rating, bisogna avere cognizione di causa. Stiamo valutando di inasprire ancora di più la questione del conto da pagare per chi va in montagna senza usare il cervello, i nostri soccorritori non possono rischiare la vita per questo”.
Il presidente Zaia ha infine collegato la convenzione alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026 che si svolgeranno in contesto montano, sottolineando che “ancora una volta avremo ragazzi del soccorso alpino in prima fila dato che sarà probabile qualche intervento visto il grande flusso di persone che ci aspettiamo”.
Il presidente del soccorso alpino e speleologico veneto Giuseppe Zandegiacomo ha spiegato che attualmente operano 757 volontari su tutta la regione organizzati in tre delegazioni e suddivisi in 27 stazioni. “Questi contributi ci consentono di affrontare un impegno che è sempre più gravoso. Una parte sarà destinata ad aumentare il compenso dei nostri istruttori, fondamentali per formare nuove leve ma anche per garantire la formazione continua e un livello sempre alto. Un’altra parte sarà impiegata per aumentare l’organico della segreteria e per migliorare l’assicurazione dei nostri volontari“.
Zandegiacomo ha evidenziato come le persone soccorse, ma illese, siano spesso “vittime di disorientamento, incapacità o malori, fattori che si riconducono a impreparazione. Una persona deve affrontare la montagna con senso di responsabilità, valutando come vestirsi, cosa portare con sé e informandosi. Attenzione ai social: sono utili, ma devono essere interpretati nel modo corretto”. Ha infine ribadito l’importanza del rapporto con Ulss e Suem, grazie al quale l’elicottero può dare soccorso efficace ed evitare interventi da terra.
Il vicepresidente del soccorso alpino e speleologico veneto Alberto Barbierato, concentrandosi sui dati, ha comunicato che nel 2024 ci sono stati 1.081 interventi e 1.225 persone soccorse. Tra questi, 25 interventi sono stati di protezione civile. I soccorsi a persone illese sono stati 460, pari al 40,5% degli interventi. Tra questi anche casi di difficoltà tecnica e rischio di evoluzione del problema.
Barbierato ha spiegato che l’attività principale da cui arrivano le richieste di soccorso resta l’escursionismo, che è l’attività più facilmente accessibile senza grandi dotazioni a differenza di altri sport estremi. Inoltre il vicepresidente ha posto l’attenzione sul tema dell’assicurazione, sottolineando che il 96% delle persone soccorse non ne era in possesso, pur essendo disponibile a un costo molto accessibile, di 30 o 40 euro l’anno. Il 48% degli interventi è avvenuto con l’elicottero del Suem. “Il resto è stato svolto dai volontari, a dimostrazione del fatto che senza il loro aiuto non sarebbero possibili molti interventi” ha testimoniato Barbierato.
Il vicepresidente ha aggiunto che ogni intervento ha coinvolto mediamente sette persone, per un totale di 15.800 ore/uomo, cui si sommano quasi 11mila ore di addestramento. Complessivamente, ogni anno i volontari del Soccorso alpino garantiscono circa 112mila ore di lavoro.
L’assessore alla Sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin ha spiegato che la nuova convenzione avrà durata triennale, con un importo aumentato a circa un milione di euro all’anno (dagli 800mila euro del precedente accordo) per far fronte a nuove esigenze. “È un impegno molto importante e alto, pensato per la formazione, l’assicurazione e per rafforzare la presenza del Soccorso alpino sui nostri presidi“.
Lanzarin ha concluso con un ringraziamento “per l’impegno e il contributo che questi volontari danno all’interno del sistema sanitario regionale“. L’assessore alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin ha ricordato la paternità della prima legge regionale sul soccorso alpino a sua firma, evidenziando che “questi sono volontari con la v maiuscola”.


