Trovare personale è sempre più difficile per le imprese padovane, strette tra l’incertezza del contesto globale e una crescente carenza di manodopera.
Il nuovo segnale d’allarme arriva dai dati relativi alle assunzioni programmate tra il 2023 e il 2024: le imprese del territorio prevedono 85.080 ingressi nel 2024, in lieve calo rispetto agli 87.220 del 2023. Diminuisce anche la quota di lavoratori immigrati previsti, che scende da 18.630 (21,4%) a 17.538 (20,6%). Ma a preoccupare di più è l’aumento della difficoltà di reperimento, salita al 54% rispetto al 51% dell’anno precedente.
“Le imprese assumono quando hanno fiducia, quando percepiscono una visione politica di lungo periodo che le sostiene e le difende – afferma Gianluca Dall’Aglio, Presidente di Confartigianato Imprese Padova –. Se questo equilibrio si spezza, se manca un contesto favorevole e stabile, la capacità di crescita si blocca. E il rischio è l’impoverimento progressivo del nostro tessuto produttivo”.
Il ruolo chiave del lavoro immigrato
In questo scenario, la presenza dei lavoratori stranieri continua a essere cruciale. Il Veneto è la seconda regione italiana per numero assoluto di lavoratori stranieri in ingresso, dopo la Lombardia. A Padova, si contano oltre 10.000 imprese guidate da immigrati, di cui 3.585 artigiane, pari al 34,9% delle imprese straniere attive.
“Il contributo degli immigrati è fondamentale – sottolinea Dall’Aglio –. Lo è nel lavoro dipendente e lo è nell’imprenditoria. Non possiamo permetterci di trascurare o sottovalutare questi dati. Vanno messi al centro della riflessione politica ed economica”.
Digitale e competenze: la nuova sfida
Le imprese padovane sono anche chiamate ad affrontare la transizione digitale, ma la mancanza di competenze tecniche è un ostacolo serio. Solo nel 2023, oltre 6.000 lavoratori con competenze tecnologiche avanzate sono risultati introvabili.
“Il nostro sistema deve sapersi rinnovare – continua Dall’Aglio –. L’artigianato non è fermo nel tempo: evolve, si apre ai dati, all’AI, all’innovazione. Ma servono competenze. Anche qui, i lavoratori stranieri possono essere coinvolti in percorsi di formazione e specializzazione. È questa la visione che serve per rendere Padova un territorio competitivo e accogliente”.
Una strategia per il futuro
Dall’Aglio rilancia infine l’appello per una strategia condivisa, capace di unire imprese e lavoratori in un percorso comune di sviluppo e crescita.
“Non possiamo affidarci al caso o all’adattamento spontaneo – conclude –. In un mondo dove la globalizzazione come l’abbiamo conosciuta è in ritirata, dobbiamo costruire nuovi modelli per crescere insieme ai nostri collaboratori. Solo così il nostro territorio continuerà ad essere un luogo in cui vale la pena restare, scommettere e costruire”.



