Dalla Diocesi di Padova saranno 2.200 i partecipanti, tra adolescenti ed educatori, a partire alla volta della Capitale per il Giubileo della Speranza, accompagnati dal vescovo Claudio Cipolla.
Anche senza la festa al Circo Massimo e senza la canonizzazione di Carlo Acutis, il Giubileo degli adolescenti si terrà. Dal 25 al 27 aprile 2025, Roma ospiterà circa 80mila giovani da tutto il mondo per vivere il Giubileo della Speranza, nonostante la coincidenza con il funerale di papa Francesco.
La scomparsa del Pontefice ha inevitabilmente modificato il volto di un evento pensato come festa, trasformandolo in un’esperienza carica di significato e memoria.
Dalla Diocesi di Padova saranno ben 2.200 i partecipanti – tra adolescenti ed educatori – a partire alla volta della Capitale, accompagnati dal vescovo Claudio Cipolla. Tra di loro anche una quarantina di sacerdoti, diaconi e numerosi religiosi e religiose. Gli spostamenti saranno garantiti da un treno speciale in partenza dalla stazione di Padova venerdì 25 aprile alle ore 9.20 e 33 pullman che partiranno all’alba da diverse zone della diocesi. Base logistica per i pellegrini padovani sarà la Fiera di Roma, dove dormiranno con sacchi a pelo.
Il programma – rivisto per rispettare il lutto – prevede venerdì alle 18.00 la Via Lucis presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’EUR. Sabato mattina i gruppi potranno scegliere se partecipare al funerale del Santo Padre, mentre dalla tarda mattinata partirà il pellegrinaggio alla Porta Santa della basilica di San Paolo fuori le Mura, con un momento di preghiera guidato proprio da mons. Cipolla, in qualità di vescovo delegato della CET per la Pastorale dei giovani. Il pomeriggio sarà dedicato ai “dialoghi con la città”, attività di incontro e riflessione in diverse piazze romane.
Domenica 27 aprile alle 10.30, il Giubileo si concluderà con la solenne celebrazione in piazza San Pietro. In serata è previsto il rientro.
«Ci immaginavamo un momento di festa e di gioia – ha detto don Diego Cattelan, responsabile della Pastorale giovani di Padova – e invece siamo velati dalla tristezza per la morte di papa Francesco. Ma questa coincidenza può essere un’opportunità. Sarà comunque un Giubileo della speranza, un modo per ringraziare papa Francesco per quello che ci ha lasciato, per il messaggio di speranza che continua a vivere».
Anche don Alberto Sonda, referente per la pastorale degli adolescenti, sottolinea il valore di questo momento: «L’esperienza che stiamo per vivere è segnata dalla delusione per il mancato incontro con il Santo Padre, ma può essere trasformata. I ragazzi potranno comprendere più a fondo cosa significa essere Chiesa e riconoscere l’impegno di papa Francesco per il Vangelo, la pace e la giustizia sociale. La speranza è che si respiri ancora di più cosa ha significato per la Chiesa».



