Nonostante i dazi introdotti dall’amministrazione Trump il clima resta positivo a Vinitaly 2025: i commenti dei partecipanti
Il clima rimane positivo, di fiducia e determinazione al Vinitaly, questo perché “L’Italia non la ferma nessuno“. Lo ha affermato il ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida entrando a Vinitaly Verona.
Le nuove tensioni commerciali internazionali sono una sfida da superare: “I nostri imprenditori lo sanno, sono stati capaci nella storia di superare guerre, pandemie, terrorismo. Certamente i dazi creano dei problemi, come qualsiasi rallentamento potenziale del mercato, ma la storia ci insegna che i nostri imprenditori e un governo che è al loro fianco possono arrivare comunque all’obiettivo di crescita” ha continuato il ministro.
“Qualsiasi chiusura di mercato, per un paese esportatore come l’Italia, può rappresentare un problema – ha proseguito Lollobrigida – ma gli imprenditori vogliono riflettere e ragionare. Non sono spaventati perché sanno di avere un governo al loro fianco, una convergenza di interessi verso la crescita e sanno soprattutto di avere dietro le loro spalle nel 2024 il record di export mai raggiunto dall’Italia nel settore del vino“.
L’Italia ha obiettivi ambiziosi, e la risposta ai nuovi dazi non è una guerra commerciale con gli Stati Uniti: “Con gli Stati Uniti si lavora per risolvere i problemi e per mantenere aperto quello straordinario mercato per le nostre imprese. Questo è l’obiettivo che ci siamo dati” ha ricordato Lollobrigida.
L’aria positiva di questi giorni di Vinitaly è un ottimo segnale per l’Italia e la sua possibilità di rimanere protagonista nel settore del vino. Non mancano infatti ” le migliaia di imprenditori italiani, alcuni anche internazionali, che vengono a rappresentare le loro eccellenze” ha fatto notare il ministro.
“Abbiamo voluto che questa fosse un’edizione capace di raccogliere il lavoro fatto negli ultimi anni con l’internazionalizzazione di Fiera Verona e di Vinitaly – ha spiegato il ministro – . In particolare con le edizioni di Chicago, gli eventi a Nuova Delhi, a Tokyo e gli eventi sul Vespucci. L’Italia è sempre stata competitiva e forte e vuole esserlo ancora di più con risultati brillanti”.
Infine, “per chiudere definitivamente la stagione della follia del socialista Timmermans che pensava l’agricoltore come un nemico dell’ambiente – ha concluso Lollobrigida – con il commissario Varelli alla Salute romperemo anche uno schema che si era affermato in cui il vino veniva criminalizzato come un prodotto letale per la salute secondo una follia ideologica che per fortuna stiamo sconfiggendo anche con il supporto della scienza”.
“L’Europa ha bisogno di dialogare con gli Stati Uniti”
Non è un caso che il Vinitaly sia in Veneto, “noi abbiamo 103mila ettari a coltivazione, quasi 12mila ettolitri e ricordiamo che questo Vinitaly ci permette anche di parlare a quegli 80mila operatori che abbiamo del settore”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia a margine del Vinitaly.
“Ovvio che siamo preoccupati dei dazi – ha ammesso il presidente- però è pur vero che se da un lato l’Europa giustamente deve rispondere con misure appropriate, in maniera compatta, dall’altro bisogna andare a trattare con gli Stati Uniti. Voglio ricordare le parole di ieri di Elon Musk che dice che spera che i dazi se ne vadano e che si crei una vera zona libera tra Ue e Usa. Io spero che questo governo e l’Europa intera investano su questo nuovo asse Ue-Usa”.
“I dazi da noi pesano, pesano non poco – ha aggiunto -. L’export del Veneto verso gli Stati Uniti vale 7 miliardi e 300 milioni di euro e io però spero che l’Europa non intraveda gli Stati Uniti come l’ulteriore nemico da combattere ma che vada a dialogare con gli Stati Uniti, visto e considerato che se oggi siamo un paese libero lo dobbiamo anche gli Stati Uniti”.
Per il presidente veneto “i nuovi mercati sono una grande opportunità . C’è l’India, che è un mercato che è in crescita in maniera importante, abbiamo i Brics, sui quali comunque continuiamo a investire. Ma è innegabile che gli Stati Uniti siano un mercato d’elezione, un mercato importante, un mercato ricco. Dall’altro vorrei anche ricordare che l’Europa è il mercato più ricco e più grande al mondo, con 450 milioni di abitanti”.
“Io ho una speranza, questo governo si sta muovendo bene sul fronte della politica estera – ha continuato Zaia -. Nei G7 europei questo governo è l’unico Usa friendly, nel senso che non ha fatto campagna, non si è sbilanciato contro l’attuale presidente. Noi potremo diventare i veri pontieri tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea”.
“Le contromisure sono la risposta immediata, ma nel medio o lungo periodo bisogna dialogare con gli Stati Uniti. Dialogo con la Russia giustamente non abbiamo, ci sono le sanzioni. Parliamo continuamente in Europa del pericolo Cina. Se tagliamo anche i ponti con gli Stati Uniti qualcuno ci dovrà spiegare con chi dobbiamo dialogare”, ha concluso Zaia.
Evitare reazioni “di pancia” per scongiurare la guerra commerciale
“L’Italia chiede all’Europa di evitare una reazione istintiva ai dazi statunitensi su vino e prodotti alimentari per scongiurare l’escalation di una guerra commerciale che colpirebbe duramente l’economia continentale” è quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione di Vinitaly, sottolineando come sia necessaria “una risposta razionale, responsabile e condivisa” che rafforzi il dialogo transatlantico.
“Se l’Europa risponderà con nuovi dazi – ha spiegato Urso – gli Stati Uniti reagiranno con misure ancora più pesanti. È fondamentale evitare di colpire prodotti strategici come il vino, che i consumatori americani non vogliono abbandonare”.
Urso ha ribadito il ruolo di primo piano che l’Italia svolge oggi in ambito Ue e nelle relazioni con gli Stati Uniti, anche per rilanciare un progetto di libero scambio transatlantico. “L’Italia svolge ormai con Giorgia Meloni sempre un ruolo cruciale, come tutti le riconoscono: un ruolo cruciale nell’Unione europea e nei rapporti transatlantici. Di conseguenza – ha aggiunto il ministro – può aiutare, contribuire a portare sui binari giusti del confronto e del dialogo i due continenti che compongono l’Occidente, noi e il Nord America“.
“In questi cinque anni in cui è stata destrutturata per volontà altrui la globalizzazione – ha proseguito Urso – e sono ricomparsi per motivi diversi confini tra le nazioni e continenti, il Paese che ha più guadagnato posizione nell’export è stata proprio l’Italia. Lo scorso anno l’Italia ha superato il Giappone e la Corea del Sud come quarto paese esportatore globale, piazzandoci subito dopo Cina, Stati Uniti e Germania“.
“Io credo che occorra dare segnali positivi – ha concluso Urso – lavorare con la ragione e non con la pancia, con l’intelligenza e non meramente col panico per mettere sulla strada giusta il confronto con gli Stati Uniti e avviare un percorso nuovo, in cui l’Europa responsabilmente fa il suo lavoro, fa il suo dovere, sia per quanto riguarda la spinta economica, industriale e tecnologica del nostro continente, sia per quanto riguarda la difesa”.
“Siamo ambasciatori del ruolo culturale del vino”
“La civiltà del vino è troppo importante per pensare che qualcuno possa criminalizzarlo” ha affermato il ministro per I Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani nel corso del talk di inaugurazione di Vinitaly a Verona.
“A questa civiltà del vino noi crediamo moltissimo ed è per questo che siamo ambasciatori di questo mondo all’estero”, ha concluso Ciriani.
A difendere il ruolo culturale del vino anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Se non ci fosse il vino mancherebbe una parte fondamentale della cultura universale. Mancherebbe la parte più bella della poesia, dell’arte, della scultura, della letteratura”.
“Omero definiva il mare nero come il vino. E questa è una bella metafora – ha aggiunto il ministro – perché ci dice che il vino, come il mare, non conosce limiti e vince su tutto, vince sui dazi. Ricordiamo il passato: la filosofia si svolgeva intorno al vino, quando si interrompeva la battaglia e si ricomponevano i dissidi, al centro c’era sempre il vino”.
Il ministro ha quindi proseguito: “Come si fa a criminalizzare il vino, che è il cuore della liturgia della messa? Come si fa a dire che il vino è dannoso quando milioni di persone vi vedono il sangue di Cristo? O Bacco, Dioniso? Ecco perché il vino non può essere arrestato da nessuna congiuntura storica: è strumento di amore, lega, collega, crea relazioni”, ha concluso Giuli.
Le tutele alla commercializzazione del vino
Una bottiglia su cinque nel mondo parla italiano “e questo dimostra la forza di un settore che ha bisogno di essere tutelato non solo dal punto di vista della produzione, ma soprattutto, e mai come in questo momento, da quello della commercializzazione“ ha dichiarato la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, nel corso di un intervento all’inaugurazione di Vinitaly a Verona.
Sberna ha elogiato lo sforzo di internazionalizzazione del comparto, aggiungendo che “dazi, burocrazia e barriere non sono mai state la risposta alle esigenze del mercato”. Ecco perchè, per la vicepresidente, “l’Unione europea in questo momento ha un compito importante – ha proseguito -. È stato appena presentato il “pacchetto vino’ che già contiene misure importanti e risposte significative. Quando verrà incardinato, noi saremo lì a lavorare nelle commissioni competenti affinché si possa migliorare nell’interesse della nostra nazione e del settore a livello europeo”.
“Questo settore è una delle espressioni migliori della nostra cultura millenaria e merita in questo momento tutta la nostra attenzione”, ha concluso Sberna.


