Sono conclusi i lavori del primo lotto della ciclovia Ven-To Venezia Torino, “una rete ciclabile che valorizzerà le bellezze del parco del Delta del Po”
“Un ulteriore importante tassello della rete ciclabile regionale per fruire delle bellezze del parco del Delta del Po in modalità lenta e sostenibile” commenta la vicepresidente della regione del Veneto e assessora alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti in merito alla conclusione dei lavori per il primo lotto della ciclovia.
“Prende sempre più forma la VenTo, una delle dieci ciclovie strategiche a livello nazionale, che collegherà Venezia a Torino – spiega la vicepresidente – con un’estensione di circa 703 chilometri, 102 dei quali sulla nostra Regione. Sono conclusi i lavori del primo lotto della ciclovia, un tracciato di 14,4 chilometri che collega Loreo e Cavanella d’Adige, nel Comune di Chioggia, attraverso il territorio di Rosolina“.
Il ringraziamento a Veneto Strade che “ha portato a termine i lavori per la realizzazione di questo intervento del valore di 2,2 milioni di euro. Un’ulteriore opportunità – riporta De Berti –per vivere il Veneto in modo lento e sostenibile, promuovendo il cicloturismo e l’intermodalità in una regione che è attraversata da 415 chilometri di tracciati che corrispondono alle cinque ciclovie inserite nel sistema nazionale di percorsi turistici“.
“L’80 % di questi percorsi – afferma la vicepresidente – è già stato finanziato: alcune tratte sono già realizzata, altre in corso di realizzazione e altre ancora sono pronte per l’avvio dei lavori, per un investimento di circa 150 milioni di euro. Una forte risposta anche ai 73 milioni di presenze che nel 2024 hanno confermato il Veneto prima regione turistica d’Italia“.
“Per quanto riguarda gli altri tre lotti in cui è stato suddiviso il progetto della VenTo – precisa la vicepresidente De Berti –, tre sono in corso di realizzazione nei comuni di Porto Viro, Chioggia, isola di Pellestrina e Lido di Venezia, e Adria, mentre il quarto, tra Adria e Polesella, è in fase progettuale”.
“Entro il 2026 buona parte del tracciato veneto dovrebbe essere completato così da consegnare agli amanti delle due ruote un’infrastruttura leggera, sicura e interconnessa, funzionale non solo dal punto di vista turistico, ma anche per gli spostamenti quotidiani casa lavoro” conclude De Berti.



