L’export del vino italiano ha superato gli 8 miliardi di euro nel 2024, un risultato minacciato dalla proposta di dazi al 200% da parte di Trump. Forte preoccipazione in Veneto
Qualche giorno fa i dati Coldiretti hanno confermato gli 8 miliardi di euro raggiunti nel 2024 dall’export di vini italiano. Con Prosecco, Pinot Grigio e Amarone a trainare il trend in modo decisivo, le esportazioni della regione Veneto hanno superato i 3 miliardi. “Un risultato straordinario – dice Coldiretti – ora minacciato dalla proposta di dazi al 200% sugli importati da parte di Trump”.
Gli Stati Uniti sono il principale mercato mondiale per il vino, con 33 milioni di ettolitri consumati annualmente e oltre 12 milioni di ettolitri importati. Il valore totale è di 6,2 miliardi di euro, di cui l’Italia rappresenta circa il 25%, esportando 3,5 milioni di ettolitri per un controvalore di quasi 2 miliardi di euro.

“Il Veneto si allinea perfettamente a questi numeri – spiega Giorgio Polegato presidente della consulta vitivinicola di Coldiretti – con gli USA che nel 2023 hanno importato più di 600 milioni di euro di vino dalla regione, pari al 21% del valore totale. Per molte cantine venete, gli Stati Uniti sono un mercato cruciale, e l’introduzione di dazi così elevati metterebbe a rischio la sostenibilità economica di molte di esse“.
Secondo Coldiretti si tratta di una misura estrema che danneggerebbe pesantemente il settore vinicolo italiano. È urgente fermare questa pericolosa escalation commerciale che, se non gestita, potrebbe sfociare in una guerra commerciale globale. Le prime vittime sarebbero i consumatori statunitensi, che vedrebbero aumentare i prezzi, e gli agricoltori italiani, che subirebbero un duro colpo economico.
Il commento del presidente dei viticoltori di Confagricoltura Christian Marchesini
Sull’argomento è intervenuto anche Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto e Verona, oltre che nazionale, che in merito alla dichiarazione del presidente Trump ha dichiarato: “Speriamo che quella del presidente Donald Trump sia una boutade. Dazi di queste dimensioni potrebbero creare una situazione drammatica per i vini di tutto il Veneto”.
“Inutile dire che, con tariffe di queste proporzioni, i nostri produttori di vino perderebbero il partner commerciale numero uno al mondo“ sottolinea Marchesini. Confermando il Prosecco, il Valpolicella e l’ Amarone come protagonisti dell’esportazione europea negli Stati Uniti, “il rischio è di compromettere anche una filiera nazionale che vale quasi due miliardi di euro“.
Inserendosi in una situazione già difficile “per il calo dei consumi e le forti incertezze sul futuro, oltre che per la nuova stretta della Commissione Ue che riguarda l’informazione ai consumatori e la regolamentazione della pubblicità degli alcolici” – conclude Marchesini – “se si aggiungessero i dazi, per di più di tale livello, sarebbe una tragedia. Una guerra commerciale che, comunque, non farà bene a nessuno”.



