Su 350 crisi aziendali gestite dalla Regione Veneto negli ultimi dodici anni, 71 solo nel 2024. Mantovan: “Le nostre eccellenze vanno preservate, le nostre imprese difese, i lavoratori aiutati”
Il 2024 è un anno che la Regione Veneto e le sue imprese ricorderanno certamente come uno dei peggiori registrati negli ultimi dodici in tema di crisi economica: sono state ben 71 le crisi aziendali complesse gestite – alcune ancora in gestione – dalla Regione nel corso dell’anno appena concluso. Un numero che testimonia chiaramente una crisi in fase di espansione, che solo nel 2024 ha interessato oltre 14mila lavoratori.
A preoccupare è anche il fatto che non si tratta soltanto di piccole realtà imprenditoriali in difficoltà – che restano tuttavia la stragrande maggioranza –: a dover chiudere i battenti sono anche imprese decisamente più grandi, che rischiano di lasciare a casa numerosi lavoratori in tutto il Veneto. Solo nel 2024, sono state 12 le imprese che contano oltre 500 addetti ad aver attraversato una situazione di crisi, coinvolgendo 7.144 lavoratori interessati [Fonte: Veneto Lavoro, “Unità di crisi e servizi alle imprese – Attività 2024”].
I dati dal 2012 al 2024: nell’ultimo anno le crisi sono aumentate
Che il 2024 sia stato per le imprese venete un “annus horribilis” è indubbio: è sufficiente guardare infatti ai dati degli ultimi dodici anni per rendersi conto del fatto che la situazione regionale non sia delle migliori. Nel periodo 2012-2024, sono state 350 le crisi complesse gestite dalla Regione Veneto (64 gestite in collaborazione con le strutture ministeriali), di cui 71 soltanto nell’ultimo anno (9 gestite in collaborazione con le strutture ministeriali) [Fonte: Veneto Lavoro].

I lavoratori interessati in totale dalle crisi aziendali del Veneto nell’arco temporale 2012-2024 sono stati oltre 61mila, di cui 14mila soltanto nel 2024 [Fonte: Veneto Lavoro]: la media supporrebbe dunque circa 29 imprese in crisi all’anno per circa 5mila lavoratori a rischio, ma nel 2024 i numeri raggiunti sono il quasi il triplo di quelli che ci si aspetterebbe.
Le crisi concluse: nel 2024 la riconversione va di pari passo alla cessione dell’attività
Dal 2012 a oggi, secondo i dati di Veneto Lavoro, 307 casi sono stati chiusi (28 nel 2024), con differenti modalità: il 55,4% del totale, ovvero 170 imprese, ha optato per una riorganizzazione o riconversione (32,1% nel 2024, ovvero 9 aziende), di cui 39 casi risolti con una cessione a un nuovo soggetto imprenditoriale e/o una reindustrializzazione del sito (nel 2024 questa modalità è stata adottata soltanto da un’azienda).
A risolvere la crisi con una cessione dell’attività dell’azienda, negli ultimi dodici anni, sono state invece il 26,7% delle imprese, ma nel 2024 il dato registrato è pari a quello delle riconversioni: il 32,1% dei casi (9 aziende). Soluzioni di altro genere nel periodo 2012-2024 sono state adottate nel 17,9% dei casi (55 aziende), mentre nel 2024 la decisione ha riguardato il 35,8% dei casi (10 aziende).
Al 31 dicembre 2024, restano da gestire e sono ancora in carico alla Regione 43 casi.
I settori più colpiti nel 2024: metalmeccanico e logistica in testa
Tra le crisi gestite nel corso del 2024, risulta chiaro come i due settori maggiormente colpiti siamo quello metalmeccanico e della logistica, con rispettivamente 23 e 10 casi per 4.489 e 3.676 lavoratori interessati.

Le provincie più colpite dalle crisi, invece, sono state Venezia (20-21% dei casi) e Padova (19-20% dei casi), seguite da Vicenza (15-16%) e Treviso (12-13%), mentre in coda restano Belluno, Rovigo e Verona (9-10%).
Mantovan: “Dobbiamo essere capaci di saper interpretare i cambiamenti e di reagire”
A trattare l’argomento è stata una conferenza stampa a Palazzo Balbi di qualche giorno fa, alla quale hanno partecipato l’assessore regionale al Lavoro, Valeria Mantovan, il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e il capo progetto dell’Unità di Crisi aziendali, Giuliano Bascetta.

“Il modello veneto rappresenta un unicum nello scenario nazionale. Siamo al centro di profonde trasformazioni a livello globale, in ambito ambientale, digitale, dell’intelligenza artificiale, che comportano cambiamenti nel modo di produrre e commercializzare – ha affermato Mantovan –. Dobbiamo essere capaci di saper interpretare questi cambiamenti e di reagire. Le nostre eccellenze vanno preservate, le nostre imprese difese, i lavoratori aiutati. Grazie alla concertazione tra tutti i soggetti coinvolti saremo in grado di fare fronte alle nuove situazioni, trovando le soluzioni più efficaci”.



