A un anno dall’operazione al Ca’ Foncello di Treviso, Vittorio Emanuele Parsi ringrazia ancora i medici che gli hanno salvato la vita. Zaia: “Un riconoscimento per il lavoro straordinario dei nostri professionisti”
“Esattamente un anno fa, a Treviso, mi salvavate la vita”. Il professor Vittorio Emanuele Parsi ha ricordato con queste parole l’intervento d’urgenza al cuore a cui lo scorso anno si è sottoposto a seguito di un improvviso malore.
Le sue condizioni erano apparse particolarmente critiche, ma l’intervento dei medici e del personale dell’Ospedale di Treviso aveva scongiurato il peggio. “Grazie si cuore, è il caso di dirlo, a tutto lo staff di cardiochirurgia, terapia intensiva e pronto soccorso del Ca’ Foncello”, ha dunque ringraziato il politologo.
Zaia: “Voce a un impegno silenzioso, ma fondamentale, di medici, infermieri e operatori sanitari”
A rispondere alle parole di Parsi, è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Grazie di cuore, professor Parsi, per le sue parole che ci onorano. Il suo gesto rappresenta un riconoscimento per il lavoro straordinario che i nostri professionisti della sanità svolgono ogni giorno, spesso lontano dai riflettori – ha affermato il presidente -. La sua testimonianza dà voce a un impegno silenzioso, ma fondamentale, di medici, infermieri e operatori sanitari che, con dedizione e competenza, garantiscono sicurezza e salute a tutti i cittadini, anche nei momenti più critici e durante le festività”.
“Ricordarsi di loro, come ha fatto lei, non è scontato, e questo rende le sue parole ancora più significative – ha concluso Zaia -. Per noi, ricevere attestazioni come la sua è il miglior regalo di Natale, un incoraggiamento a continuare su questa strada”.



