Raggiunto un primo accordo all’Edim Quero con le Rsu e le sigle sindacali che scongiura i licenziamenti: cassa integrazione e incentivi e scivoli in uscita su base volontaria, oltre a supporti di riqualificazione e ricollocamento per i lavoratori
L’incontro del tavolo sulla situazione dell’Edim di Quero, azienda parte del gruppo Bosh, si è tenuto ieri a Feltre, con l’intento di salvare 40 lavoratori dal potenziale licenziamento. Bosh infatti aveva di recente annunciato 160 esuberi tra gli stabilimenti di Villasanta (MB) e Quero, con lo stabilimento veneto interessato dal licenziamento della metà dei dipendenti, su una forza lavoro di 80 addetti. Così ieri, nella sede di Confindustria, si sono riuniti i referenti aziendali, le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con i rappresentanti dei lavoratori, Confindustria Dolomiti e le Unità di Crisi della Regione del Veneto e della Regione Lombardia, per trovare una soluzione che, stando alle parole dell’assessore al Lavoro, Valeria Mantovan, pare essere vicina.
Mantovan: “Passo indietro di Edim sul licenziamento collettivo”

“È stata definita oggi una buona base per un accordo in grado di far superare all’azienda questa fase di crisi – ha infatti affermato Mantovan -. Questa prima intesa sottoscritta dalle parti vede, infatti, un passo indietro dell’azienda sull’idea dei licenziamenti collettivi con la disponibilità a valutare il ricorso alla cassa integrazione e a una procedura incentivata di esodo su base volontaria accompagnata da un percorso di outplacement. Come Regione ribadiamo la nostra disponibilità a supportare questo percorso con l’assistenza delle nostre strutture tecniche e gli strumenti regionali di politica attiva del lavoro disponibili”.
Padrin: “Le crisi si affrontano con riqualificazione e responsabilità”
Per il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, ciò che conta è “salvare i posti di lavoro per tutelare il lavoro e le persone. Anche attraverso la riqualificazione e la formazione”.

“È davvero incoraggiante il primissimo risultato ottenuto alla Edim di Quero. Un modello replicabile altrove, anche se ci auguriamo non si presentino altre situazioni critiche – ha spiegato Padrin -. Si tratta di un’assunzione di responsabilità sociale e territoriale importante da parte dell’azienda. E un grazie va rivolto ai sindacati, a Confindustria e all’Unità di Crisi della Regione Veneto per il lavoro svolto. Ora l’attenzione deve rimanere alta perché il percorso vada a buon fine, e anche per altre situazioni che destano preoccupazione, come la Ceramica di Borgo Valbelluna. La politica della riqualificazione e della formazione diventa fondamentale in un territorio che ha diverse aziende manifatturiere in cerca di personale“.
Il prossimo incontro del tavolo per scongiurare il licenziamento dei 40 dipendenti di Edim QUero è previsto per l’11 dicembre.



