Dalla sordità alle disabilità gravi, un approccio che unisce tradizione e innovazione
La musica come linguaggio universale, strumento terapeutico e ponte tra mondi diversi. È questo il filo conduttore della terza edizione del convegno “Antonio Provolo, un genio contemporaneo”, che si è svolto al Teatro Gresner di Verona e che quest’anno ha approfondito il tema “Innovazione e musicoterapia per l’inclusione e il benessere nella disabilità”. Un appuntamento promosso dall’Istituto Fortunata Gresner in collaborazione con il Conservatorio “Evaristo Dall’Abaco” e ULSS 9 Scaligera.
Al centro del confronto, un’eredità pedagogica che affonda le radici nella storia della sordità e che oggi si rinnova grazie alla musicoterapia e a un approccio multidisciplinare capace di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni di bambini e ragazzi con disabilità.
Provolo e la sordità: una visione che parla al presente
Il convegno ha richiamato la figura di don Antonio Provolo, sacerdote veronese che nell’Ottocento intuì il potere educativo della musica per i ragazzi sordi, anticipando di decenni le moderne pratiche riabilitative. Il suo metodo orale, presentato al Congresso internazionale dei Maestri dei Sordomuti di Milano nel 1880, rappresentò una svolta nella storia dell’educazione speciale.
Oggi quell’intuizione continua a vivere nell’Istituto Gresner, che dal 1954 porta avanti un modello educativo fondato sull’inclusione, sulla relazione e sulla centralità della persona, con un’attenzione particolare ai bisogni comunicativi e sensoriali delle persone sorde.
Musicoterapia e innovazione: un modello che evolve
Ad aprire i lavori sono stati Madre Elisa Duarte Cabrera, Carlo Nogara (direttore dell’Istituto Gresner), Felice Alfonso Nava (ULSS 9) e Isabella Lo Porto (Conservatorio di Verona). Proprio Nogara ha sottolineato come la musicoterapia stia diventando un pilastro del nuovo percorso educativo:
“Il semi‑convitto nasceva per la riabilitazione fonetica dei disabili uditivi. Oggi si apre alla disabilità grave, mantenendo però la stessa visione: accompagnare i ragazzi e sostenere le famiglie. Con Conservatorio e ULSS 9 proponiamo una nuova convenzione che integra la musicoterapia nelle classi, con un approccio didattico completo e monitorato dal nostro Centro di Riabilitazione ICR”.
La musica, dunque, non solo come terapia, ma come ambiente educativo, capace di favorire comunicazione, regolazione emotiva, relazione e partecipazione, anche per chi vive condizioni di sordità o disabilità complesse.
Sordità, parola e musica: un legame profondo
In collegamento video, Padre Angel Ayala Guijarro ha dedicato la sua relazione al tema “Essere parola oggi”, esplorando il rapporto tra musica, linguaggio e identità nella figura del Venerabile Provolo. Un tema particolarmente significativo per la comunità sorda, per la quale la musica può diventare vibrazione, ritmo, percezione corporea e canale espressivo alternativo alla parola.
A seguire, gli interventi del musicologo Mario Rossi e dei Maestri Edoardo Maria Strabbioli e Paolo Alberto Caneva hanno approfondito la formazione in musicoterapia nel comparto AFAM e il ruolo della pedagogia provoliana nel contesto contemporaneo.
Esperienze sul campo: il Gresner come laboratorio di inclusione
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze di musicoterapia sviluppate all’interno dell’Istituto, con gli interventi di Concetta Pacifico, Antonella Vangelista ed Elena Fasoli. Le testimonianze hanno mostrato come la musica favorisca progressi concreti nei bambini sordi e nei ragazzi con disabilità grave: miglioramento dell’attenzione, maggiore partecipazione, sviluppo delle competenze comunicative e relazionali.
Il convegno si è concluso con l’esibizione del violinista e musicologo Tommaso Luison, docente del Conservatorio di Verona, che ha offerto un momento artistico capace di unire tradizione e contemporaneità.
Nuovi progetti: due maestri di coro e un semi‑convitto che si rinnova
Grazie al sostegno di benefattrici, l’Istituto potrà contare da quest’anno su due maestri di coro specializzati che porteranno attività canore in tutti gli ordini di scuola, dalla materna alle superiori. Un progetto che valorizza la musica come strumento di crescita integrale, anche per i ragazzi sordi, attraverso un approccio inclusivo e rispettoso delle diverse modalità di percezione sonora.
Il convegno ha dedicato un approfondimento anche alla convenzione del semi‑convitto, un servizio unico nel suo genere: nato per i minori con sordità, oggi accoglie anche ragazzi con disabilità grave, offrendo percorsi terapeutici personalizzati, gratuiti e integrati con ULSS 9. Il servizio copre l’intera giornata, con riabilitazione, mensa e trasporto attrezzato su Verona e provincia.
Musica, sordità e futuro: un ponte tra passato e innovazione
Dati, testimonianze e contributi scientifici hanno confermato una visione chiara: la musica è un ponte tra passato e futuro, tra la tradizione pedagogica del Provolo e le nuove tecnologie riabilitative. Un linguaggio che supera le barriere, valorizza le differenze e costruisce inclusione reale.
All’Istituto Gresner, questa visione è già realtà.



