L’Arsenale diventerà per quattro giorni il luogo dove i visitatori saranno accolti in un mondo che spazia tra sperimentazioni, creatività e responsabilità ambientale
Da giovedì 1 a domenica 4 ottobre si terrà all’Arsenale di Venezia la quarta edizione del Salone dell’alto artigianato italiano, il luogo dove le architetture monumentali raccontano la storia della città, invitando i visitatori a entrare in un mondo di gesti antichi e creatività contemporanea, un paesaggio di materiali, tecniche e narrazioni che si rinnovano ogni giorno.
La mostra non rappresenterà solo un percorso che si limiterà a mostrare oggetti, ma restituirà l’essenza dei mestieri: la loro capacità di trasformare la materia in bellezza, di custodire tradizioni e allo stesso tempo di aprire nuove strade nel segno della sostenibilità. Il pubblico potrà immergersi in un viaggio che attraversa mestieri antichi e sperimentazioni inattese: dai longboard costruiti artigianalmente, fino al restauro di automobili, presentato con una selezione della Heritage Collection, dove la storia del design diventa valore culturale e progettuale.
Accanto a loro, ci saranno dei maestri dell’intreccio vegetale di salice e midollino, artigiani della pelle che modellano rivestimenti per arredi di lusso, creatori di illuminazione contemporanea, tessitori che lavorano su telai progettati e costruiti a mano, liutai che selezionano legni di risonanza, mosaicisti e custodi della “pittura di pietre”, nata alla corte dei Medici. Tutti loro, uniti in un panorama che racconterà anche la ricchezza dei materiali: argilla plasmata a mano, metalli come oro, rame, ottone, ferro, acciaio inox e corten, argento lavorato con tecniche tradizionali e contemporanee, carta trasformata in botaniche senza tempo, marmo scolpito come simbolo di eleganza per abitazioni, yacht e hotel.
Oltre a tutto questo, ci sarà anche chi raccoglierà fiori nei prati del Canavese per trasformarli in gioielli unici; chi alleva animali e dalla lana ricava capi caldi e naturali; chi restaura pianoforti riportando alla vita strumenti storici; chi lavora con la cera persa o con il macramè; chi crea calzature come vere opere artistiche; chi realizza ombrelli preziosi per tessuto, disegno e impugnatura.
Tra le protagoniste della manifattura veneziana ci saranno le perle di vetro, riconosciute come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, simbolo di bellezza, identità e artigianalità. Accanto alle “impiraresse” ci saranno le merlettaie di Burano e Pellestrina, depositarie di tecniche tramandate nei secoli e di un patrimonio che continua a rinnovarsi.
L’attenzione sarà dedicata anche ai progetti che uniscono creatività e responsabilità ambientale: borse e accessori realizzati recuperando pelli eccedenti dal settore dell’arredamento; sartorie che trasformano abiti vintage provenienti da circuiti sociali; servizi di “upcycling” che ridanno vita ai capi già presenti nell’armadio; produzioni sartoriali realizzate senza macchine da cucire, utilizzando materiali di recupero provenienti dagli scarti della grande distribuzione del lusso.
Il Salone non sarà solo una vetrina, ma uno spazio vivo di confronto e sperimentazione che conferma come l’artigianato possa essere motore di innovazione e modello di sviluppo consapevole, consolidando il suo ruolo strategico nella promozione del made in Italy artigiano.


