L’assessore alla Cultura Valeria Mantovan: “Tre donne, tre voci, tre modi diversi di abitare il racconto. Questa edizione tutta al femminile è una coincidenza che non passa inosservata”
È stata ufficialmente selezionata la terzina finalista della 63ª edizione del premio letterario “Regione del Veneto – Leonilde e Arnaldo Settembrini – Mestre”. La giuria tecnica, presieduta da Giancarlo Marinelli e composta da Massimiliano Forza, Simona Nobili, Maria Grazia Tornisiello e Matteo Strukul, ha scelto le tre opere finaliste del concorso dedicato al genere del racconto.
Le tre finaliste e le motivazioni della giuria
Chiara Briani, con il racconto “Il Contrattempo” (Edizioni Augh). La giuria ha dichiarato che: “Chiara Briani firma una raccolta di racconti dal taglio minimale ed efficace, esibendo nitore espositivo e stile paratattico di indubbia efficacia. Le sue storie somigliano a scorci quotidiani, brevi vedute d’autore che non rinunciano a repentine scintille di lirismo. Il contrattempo, nelle sue diverse storie, tratta di morte e dolore, promesse e anniversari d’università, e poi di occhi neri e spenti e sinfonie. Non disdegna però improvvisi lampi sperimentali o sarabande sufficientemente fantastiche da non passare inosservate. Un microcosmo narrativo ben immaginato e congegnato”.
Alba Donati, con il racconto “Ragazze che scrivono poesie” (Einaudi). La giuria si espressa dicendo: “Alba Donati evoca figure femminili fondamentali della poesia mondiale. Lo fa con piglio e personalità, ponendo in fila, in una sorta di almanacco delle meraviglie, cinque ritratti: Emily Dickinson, Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szimborska e Sylvia Plath. Ne esce un’opera elegante, una raccolta di racconti di immediata leggibilità, agile e limpida nello stile, robusta nei contenuti, dal gran ritmo e che lascia a lettrici e lettori la voglia di saperne ancora e al più presto, magari con la pubblicazione di un secondo volume”.
Marta Morazzoni, con il racconto “Tutta la verità all’incirca” (Guanda). La giuria ha sostenuto che: “Marta Morazzoni ci consegna, con una scrittura colta e raffinata, un magnifico ciclo di storie. Le pagine girano veloci grazie alla forza dell’immaginazione e dell’invenzione letteraria e l’autrice indulge in una serie di altrove che ci fanno riscoprire le geometrie sentimentali plasmate dalle passioni musicali, i paesaggi trasfigurati da nostalgie e malinconie taciute, le deliziose analogie fra cucina e palcoscenico e le attese da parte delle persone sbagliate. Una raccolta di racconti, colma di fascino antico e di quel sognare a occhi aperti che, come in un gioco di specchi fra personaggi ed emozioni, rimanda, in un certo qual modo, alla rêverie di Bachelard“
Le tre finaliste incontreranno il pubblico venerdì 13 novembre alle 18.00 presso la libreria Ubik di Mestre, mentre la cerimonia finale si terrà sabato 14 novembre alle 18.00 al teatro Toniolo di Mestre, dove la Giuria dei 30 Lettori – abbonati del teatro e iscritti alle associazioni culturali mestresi – decreterà il libro vincitore. Al primo classificato andrà un premio di 4.000 euro; alle altre due finaliste 1.000 euro ciascuna.
Le parole dell’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan: “Significativo che le tre finaliste siano tutte donne”
“Il Premio Settembrini nasce da una storia d’amore: Arnaldo che lo istituisce per ricordare Leonilde, sua moglie scrittrice di racconti. Sessantatré anni dopo, questo premio porta il nome di una donna e viene assegnato da una terzina di sole scrittrici. C’è qualcosa di bello in questa corrispondenza, quasi una coerenza profonda con le sue origini. Rivolgo i miei complimenti più sinceri a Chiara Briani, Alba Donati e Marta Morazzoni per aver raggiunto la finale. Invito il pubblico agli appuntamenti di novembre a Mestre – prima alla libreria Ubik per incontrare le autrici, poi al Teatro Toniolo per la serata finale – con l’augurio che sia una bella festa della letteratura per tutti. Il racconto è un genere che merita sempre più lettori e più attenzione. Questo prestigioso premio, da sessantatré anni, lavora in quella direzione”.

“Quando ho visto la terzina finalista del Premio Settembrini, ho sorriso. Tre scrittrici: Chiara Briani, Alba Donati, Marta Morazzoni. La giuria ha scelto le opere migliori, e le opere migliori quest’anno le hanno scritte tre donne. Trovo che ci sia qualcosa di bello e di significativo in questo. Il Premio Settembrini ha sessantatré anni: ha visto passare generazioni di scrittori e scrittrici, ha premiato l’invenzione breve, ha tenuto viva l’attenzione su un genere – il racconto – che nella letteratura italiana ha radici profonde e voci indimenticabili, da Verga a Pirandello, da Calvino a Moravia. Che la sua sessantatreesima edizione si giochi tutta tra voci femminili è un segnale che vale la pena celebrare”, ha concluso Mantovan.



