La manifestazione è importante per “ricordarci l’importanza di conoscere le proprie radici e custodire una memoria che appartiene a tutti“
Quest’anno il palio dei 10 comuni del Montagnanese arriva alla 50esima edizione, e si terrà tra il 2 e il 6 settembre.
Tra le novità di questa edizione ci sono il nuovo drappo rosso, simbolo di vittoria svelato per la prima volta oggi, e “P@lium 10”, il giornale ufficiale del Palio, il quale uscirà tre volte all’anno in formato cartaceo e online sul sito dell’Associazione Palio, con l’obiettivo di raccontare le attività del Palio e creare un confronto diretto con il territorio, raccogliendo idee, suggerimenti e aspettative.
Il programma del 50esimo anniversario proporrà le atmosfere del Medioevo, già presentate con l’inaugurazione della mostra palio in arte, e la cerimonia del giuramento dei capitani. In aggiunta, ci saranno la cena propiziatoria, le sfide degli arcieri, il mercatino del palio, gli spettacoli nel vallo, la medaglia e il passaporto del palio e l’apposito annullo postale.
La storia del palio
La storia comincia il 14 agosto 1977, quando il palio è stato organizzato in occasione della festa della madonna dell’Assunta. Da allora, ogni anno, la manifestazione porta nelle strade della città storia, competizione e partecipazione. Nei giorni del Palio le vie del centro storico si riempiono di sfidanti provenienti dai comuni della Sculdascia, di famiglie e visitatori, tutti coinvolti in un appuntamento che è ormai parte della storia della comunità.
Le parole del vice presidente della provincia di Padova, Michele Sigolotto: “Il Palio ci ricorda quanto sia importante conoscere le proprie radici“
“Il Palio dei 10 Comuni è una manifestazione che da cinquant’anni porta nel nostro territorio un pezzo di Medioevo. In questo mezzo secolo, questo evento è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti più conosciuti e partecipati del Veneto, e rappresenta oggi un motivo di orgoglio per tutta la comunità. Questo appuntamento è infatti il risultato del lavoro, della passione e della competenza di tante persone che, spesso lontano dai riflettori, dedicano tempo ed energie a questa manifestazione. A loro, agli organizzatori e a tutte le persone che hanno collaborato ai preparativi, va il mio ringraziamento più sincero“.

“In un tempo in cui il rapporto con la storia rischia di diventare sempre più distante, il Palio ci ricorda quanto sia importante conoscere le proprie radici e custodire una memoria che appartiene a tutti e che ci permette ancora oggi, di far conoscere e valorizzare il nostro territorio” conclude Sigolotto.



