Il presidente Stefani: “Non chiediamo un trattamento di favore, ma strumenti analoghi a quelli riconosciuti ad altri territori”. La Regione punta su semplificazioni, incentivi e attrazione degli investimenti
Il Veneto rilancia la richiesta di una ZES Nord e dell’ampliamento del perimetro delle Zone Logistiche Semplificate, ritenendo ormai non più rinviabile l’introduzione di strumenti capaci di sostenere la competitività delle imprese e ridurre gli svantaggi rispetto ad altri territori.
A intervenire sul tema è il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo il dibattito aperto tra i governatori regionali e Confindustria sulle misure necessarie per rafforzare il sistema produttivo. “Il dibattito che si è aperto tra i Governatori e Confindustria sulle misure per la competitività dimostra che il tema è ormai maturo e non più rinviabile. Come Regione del Veneto ribadiamo con forza la necessità di istituire una ZES Nord e di estendere il perimetro delle nostre Zone Logistiche Semplificate”, dichiara Stefani.
Secondo il presidente regionale, la questione non riguarda soltanto i territori vicini ai confini nazionali, ma anche quelle aree che si trovano a competere con regioni dotate di condizioni fiscali e normative differenti. “Il Veneto condivide un breve tratto di confine con l’Austria, ma è a tutti gli effetti un territorio di cerniera: confiniamo anche con la Provincia Autonoma di Trento e con il Friuli Venezia Giulia, Regione a Statuto speciale, che godono di condizioni fiscali e normative differenti e più favorevoli. Questo crea un divario competitivo che le nostre imprese delle aree di confine subiscono ogni giorno, in termini di investimenti, localizzazioni e attrattività del territorio”, prosegue Stefani.
Per la Regione, le aree di confine dovrebbero poter beneficiare di strumenti simili a quelli previsti per ZES e ZLS. “Meno burocrazia, procedure autorizzative più rapide e un quadro normativo che metta le nostre imprese nelle condizioni di competere ad armi pari. A questo va affiancato un sostegno finanziario concreto, attraverso crediti d’imposta e contributi a fondo perduto, capaci di attrarre nuovi investimenti e di rafforzare la resilienza delle imprese già presenti sul territorio”, sottolinea il presidente.
La strategia indicata dalla Regione? “Vogliamo puntare sulle nuove tecnologie, su sistemi produttivi ecosostenibili e sulle nostre produzioni di eccellenza, che sono il vero patrimonio competitivo del Veneto. Non chiediamo un trattamento di favore, ma strumenti analoghi a quelli riconosciuti ad altre aree del Paese e ad altri territori con cui siamo direttamente in competizione”, afferma Stefani.
“Il Veneto, del resto, ha già dimostrato di saper cogliere queste opportunità: la ZLS Venezia-Rovigo sta producendo risultati molto positivi, e il progetto dell’hub europeo delle materie prime critiche a Porto Marghera conferma la vocazione industriale e strategica del nostro territorio. Siamo pronti per questa nuova sfida e continueremo a lavorare con il Governo, con Confindustria e con gli altri territori interessati affinché la ZES Nord e l’estensione delle ZLS diventino presto una realtà”, conclude il presidente Stefani.
La Regione punta quindi a portare il tema sul tavolo nazionale, con l’obiettivo di ottenere strumenti di sostegno ritenuti fondamentali per mantenere competitivo il sistema economico veneto.



