“Creiamo futuro, davvero: ecco la nostra proposta per attenzionare in particolare giovani e ambiente. Sfatiamo il mito di ‘Veneto Tax Free’”
Nella sala stampa “Oriana Fallaci” di Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, i rappresentanti delle forze di opposizione hanno illustrato la loro proposta emendativa alla manovra di bilancio 2026-2028, in discussione a partire dal 25 marzo. All’incontro hanno partecipato i consiglieri regionali Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e presidente dell’intergruppo Pd-AVS-M5S, Elena Ostanel, vicepresidente vicario, Flavio Baldan, vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Rossella Cendron, capogruppo de “Le Civiche Venete”, e Nicolò Maria Rocco, capogruppo di “Riformisti Veneti in Azione”, insieme ad altri esponenti dei gruppi consiliari.
Al centro dell’intervento di Manildo il tema della fuga dei giovani e la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche regionali. “Partiamo da un dato concreto – ha esordito Manildo -. Dal 2011 al 2024, oltre 56.000 giovani, neolaureati e diplomati, hanno lasciato il nostro territorio, 7.344 dei quali solo nel 2024. È una fuga che non possiamo più ignorare. I giovani chiedono di poter incidere su temi fondamentali quali la casa, la mobilità e lo sviluppo. Non sono richieste astratte, ma bisogni reali che determinano poi la scelta di restare o partire. Per rispondere a queste esigenze servono risorse. Ma è importante dirlo con chiarezza: queste risorse non sono costi, sono investimenti sul futuro del territorio”.
“Per questo, riteniamo necessario cambiare approccio rispetto alle narrazioni degli ultimi anni, come quella dei 15 anni di ‘Veneto Tax Free’ – ha continuato Manildo -. Noi riteniamo che proprio il ‘Veneto Tax Free’ abbia fatto perdere competitività al Veneto, abbia vanificato l’occasione di rendere la nostra regione più giusta, abbia mancato di affrontare sfide epocali. È quindi giunto il momento di superare il peso delle tasse indirette (Pedemontana, costi out of pocket, spese private), che gravano in modo diseguale sui cittadini. Proponiamo una redistribuzione più equa della fiscalità: l’introduzione di un’aliquota IRPEF aggiuntiva solo per i redditi oltre i 50mila euro, che sarebbe quantificata in un costo pari a 9 euro al mese per i redditi pari a 55mila euro. Una misura che potrebbe generare circa 210 milioni di euro, risorse che possono essere investite concretamente per creare opportunità, trattenere i giovani e costruire futuro.”
Manildo ha poi approfondito le principali criticità segnalate dalle nuove generazioni. “Vogliamo affrontare i macro-temi che i giovani ci hanno suggerito – ha aggiunto -. Il costo della vita, prendendo atto della richiesta di risposte urgenti sulle politiche dell’abitare e sul fronte della mobilità; il Gap salariale, perché a 5 anni dalla laurea, un giovane all’estero percepisce mediamente 2.891 euro mensili, contro i 1788 in Italia; la stabilità contrattuale, dato che all’estero il 41,9% dei contratti a un anno dalla laurea è a tempo indeterminato, mentre in Italia questa percentuale si ferma al 28,8%.”
Tra le priorità indicate anche la transizione ecologica e la sicurezza ambientale: “Siamo particolarmente sensibili nel sostenere la transizione ecologica, l’ambiente e la sicurezza idrica – ha concluso Giovanni Manildo –. Proponiamo, attraverso la nostra manovra emendativa, 10 milioni per il progetto ‘un kilowatt di energia rinnovabile per ogni cittadino veneto’, entro il 2030. Vogliamo sostenere i comuni per la diffusione e l’installazione di impianti di energia rinnovabile, per la promozione dell’autoconsumo diffuso e delle CER. Inoltre, proponiamo 15 milioni per migliorare ambiente, acqua e aria, per il contrasto alle PM10 e ai Pfas. Infine, 5 milioni per la progettazione di opere per la sicurezza idraulica e idrogeologica.”
Sul fronte delle politiche sociali e abitative, Elena Ostanel ha sottolineato la volontà di intervenire concretamente: “Tornando alla manovra emendativa proposta – ha proseguito Ostanel – abbiamo attenzionato in particolare alcuni ambiti, a iniziare dai giovani che cercano casa. Abbiamo così proposto lo stanziamento di 25 milioni di euro per le politiche dell’abitare, con particolare attenzione a giovani, giovani coppie e social housing. Nello specifico, 15 milioni per rigenerare il patrimonio ERP oggi sfitto e 10 milioni per sostenere il social housing. Inoltre, 6 milioni per le politiche a sostegno della genitorialità, finalizzate alla progressiva riduzione delle rette per gli asili nido, fino ad arrivare alla gratuità. E 2,5 milioni per azzerare l’IRAP per le imprese costituite da giovani che rientrano in Veneto. Il nostro impegno va anche sul fronte della cultura, considerata motore di sviluppo, anche economico, oltre che di coesione sociale e di creazione di comunità: proponiamo lo stanziamento di 8,5 milioni.”
Non è mancato un riferimento politico. “Soddisfazione per aver sfatato oggi il mito del ‘Veneto Tax Free’ che, in realtà, non è mai esistito in concreto. E sono felice anche di dedicare un pensiero a tutti quei giovani che ieri hanno difeso la nostra Costituzione.”
Tra le proposte dedicate ai giovani anche quelle illustrate da Rocco: “Proponiamo lo stanziamento di 5 milioni di euro per arrestare l’emorragia di giovani, nella considerazione che, se da un lato il Veneto è molto abile a formare talenti, dall’altro, fa invece molta fatica a trattenerli – ha detto Rocco -. Diciamo basta agli interventi a pioggia: dobbiamo investire per generare alto valore aggiunto. Questi 5 milioni serviranno a finanziare un contratto di ingresso: progetto pilota di compartecipazione all’integrazione salariale per mille giovani neolaureati e neodiplomati. E proponiamo anche 18 milioni per incentivare l’uso del trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di raggiungere la gratuità del servizio per gli studenti.”
Rocco ha inoltre posto l’attenzione sul tema della salute mentale e della sicurezza: “Lo stanziamento di 10 milioni per la salute mentale, con il rafforzamento delle strutture territoriali e dei posti letto di neuropsichiatria in età evolutiva. Vogliamo che il disagio psicologico venga affrontato nel territorio: il Veneto non può continuare ad essere maglia nera sul fronte dei servizi psicologici a favore dei cittadini.”
E ancora: “E sul fronte della sicurezza – ha concluso Nicolò Rocco – proponiamo 1 milione di euro per lo sviluppo di progetti di formazione continua e qualificata dei corsi di Polizia locale. Pensiamo soprattutto alla Scuola regionale di Polizia locale, il cui ritorno è stato chiesto dal consigliere regionale Gianpaolo Trevisi. E crediamo che servano maggiori risorse sul fronte della sicurezza sul lavoro: proponiamo 1 milione per finanziare politiche di formazione sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione degli infortuni.”
Le proposte di Rossella Cendron si sono concentrate su anziani e welfare: “Proponiamo lo stanziamento di 57 milioni per aumentare le impegnative di cura residenziale (circa 3mila in più) – ha detto Cendron –. E 8 milioni per azzerare l’IRAP alle Ipab, come primo passo in vista della futura e necessaria riforma delle stesse. Infine, 3 milioni per gli Ambiti Territoriali Sociali – ATS.”
Attenzione anche alla disabilità: “Dobbiamo scardinare il sistema basato sull’assistenza e costruire un percorso in grado di avviare le persone con disabilità all’autonomia – ha aggiunto -. Per questo, proponiamo lo stanziamento di 10 milioni per la disabilità: progetto ‘Dopo di noi’, impegnative di residenzialità, ‘Progetto di Vita Indipendente’, inserimento lavorativo a condizioni dignitose.”
Infine, Baldan ha illustrato le misure per lo sviluppo economico e territoriale: “5 milioni per il raddoppio delle risorse ‘basket bond’, un tema, questo, ripreso anche dalla Giunta regionale con 6 milioni, ma che vede la nostra Regione in ritardo di qualche anno rispetto a Puglia e Campania. Vi sarà il coinvolgimento della nostra finanziaria ‘Veneto Sviluppo’, alla quale chiederemo un cambio di passo, per diventare catalizzatore di investimenti di capitale verso le nostre imprese. E proponiamo di stanziare ulteriori 5 milioni per l’aumento delle garanzie per le imprese agricole e per la pesca. Infine, chiediamo 15 milioni per contrastare lo spopolamento dei territori montani, attraverso interventi strutturali nei servizi, nelle politiche abitative e nelle infrastrutture digitali. Per noi, è importante riconoscere il ruolo dei territori montani per la tutela della biodiversità e la gestione delle risorse idriche.”
A chiudere, un messaggio sulla direzione politica intrapresa: “Crediamo che ci sia molta strada e molto lavoro ancora da fare – ha concluso Flavio Baldan –. Per questo, abbiamo deciso di muoverci velocemente con le proposte che oggi abbiamo illustrato.”



