I progetti rappresentano “provvedimenti che nascono da un bisogno reale” e saranno destinati a persone con più di sessant’anni (oparzialmente autosufficienti) e a donne vittime di violenza domestica
Grazie alla delibera della giunta, la regione ha confermato due accordi di collaborazione che permetteranno di destinare tre alloggi di edilizia residenziale pubblica.
“Sono due provvedimenti, previsti dalla legge regionale 39/2017, che nascono da un bisogno reale del territorio – dichiara l’assessora regionale al Sociale e all’Abitare Paola Roma – “La casa rappresenta il primo passo per restituire dignità, sicurezza, inclusione e costruire autonomia per ogni persona. L’edilizia residenziale pubblica oltre a essere una risposta al bisogno abitativo, costituisce uno strumento fondamentale del welfare territoriale, capace di accompagnare le persone nei momenti più delicati della loro vita.”

“Questi accordi – aggiunge Roma-, sono esempi concreti di un modello di welfare di prossimità fondato sulla collaborazione tra istituzioni, servizi sociali, ATER e Terzo Settore. È questa la direzione che l’Amministrazione regionale ha scelto di percorrere nella convinzione che nel Sociale solo facendo rete tra soggetti diversi si possano costruire risposti davvero efficaci ai bisogni della comunità”.
Il primo progetto, chiamato “Casa Solidale“, è promosso dal comune di Lendinara (Ro) e prevede la destinazione di due alloggi comunali ad un innovativo progetto rivolto a persone con più di sessant’anni o adulti parzialmente autosufficienti che vivono condizioni di fragilità socio-sanitaria e sono privi di un’adeguata rete familiare o amicale. Gli alloggi saranno inseriti in un contesto già caratterizzato dalla presenza di miniappartamenti abitati da persone anziane, favorendo così la nascita di una comunità solidale. Sono previsti inoltre percorsi personalizzati di accompagnamento, supporto nella vita quotidiana, monitoraggio e iniziative finalizzate a contrastare la solitudine, favorendo al tempo stesso la crescita della solidarietà tra i residenti e sperimentando nuove forme di abitare condiviso.
Il secondo progetto, chiamato “Casa Sicura – Cantiere Sicurezza e Autonomia” è promosso dal comune di Marostica insieme all’Ater – Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale – di Vicenza, consentirà di destinare un alloggio di edilizia residenziale pubblica ad una struttura protetta per accogliere donne vittime di violenza domestica, anche con figli minori. Oltre all’accoglienza in un ambiente riservato e sicuro, il progetto prevede un percorso di accompagnamento psicologico, sociale ed educativo con l’obiettivo di raggiungere la piena autonomia abitativa ed economica.



