La proposta della Giunta passa ora all’esame della Commissione consiliare. Ruzza: “L’obiettivo è migliorare la capacità di programmazione e l’efficienza”. Bond: “La montagna ha esigenze specifiche”
La Giunta regionale ha approvato la proposta di ridefinizione dei Bacini territoriali ottimali e omogenei del trasporto pubblico locale, primo tassello della riforma del settore introdotta dalla legge regionale n. 8 del 2025. Il provvedimento, che ora passerà all’esame della Commissione consiliare per il parere previsto, punta a riorganizzare il sistema sulla base dei reali flussi di mobilità, superando l’attuale suddivisione esclusivamente provinciale.
“La ridefinizione dei bacini territoriali costituisce per la Giunta un primo passo importante dopo la riforma del trasporto pubblico locale approvata in Consiglio regionale per costruire un sistema sempre più efficiente e adeguato agli spostamenti dei cittadini. Si tratta di una proposta coraggiosa, frutto di un’analisi della mobilità basata sui flussi e su un’importante attività di concertazione con il territorio per razionalizzare gli enti di governo che oggi gestiscono il trasporto pubblico locale. L’obiettivo è migliorare la capacità di programmazione e l’efficienza nell’uso delle risorse pubbliche, mantenendo al centro la qualità del servizio”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Diego Ruzza.
Il nuovo assetto, ha spiegato l’assessore, supera la logica dei sette bacini provinciali introdotta nel 2013 per adottare una suddivisione fondata sui criteri della domanda di mobilità, dei flussi casa-lavoro e casa-studio, delle caratteristiche dell’offerta e dell’efficienza gestionale. “Nel dettaglio, il nuovo assetto prevede il Bacino Rovigo-Verona, che aggrega i servizi automobilistici e filoviari delle due province – ha spiegato Ruzza –, e il Bacino Padova-Vicenza-Treviso, che riunisce servizi automobilistici e tranviari delle tre province, dove si concentrano i principali flussi pendolari e le maggiori relazioni socioeconomiche del Veneto”.
Tra le novità figura anche la conferma dell’autonomia del bacino bellunese. “Per quanto riguarda le aree con caratteristiche specifiche – ha proseguito Ruzza – il Bacino di Belluno viene confermato nella sua autonomia gestionale, comprendendo l’intera rete automobilistica urbana ed extraurbana provinciale, in ragione delle peculiarità del territorio montano e delle esigenze organizzative che ne derivano, come richiesto anche dalla Provincia”.
Resterà autonomo anche il bacino veneziano. “Il Bacino di Venezia – ha aggiunto – comprenderà invece i servizi automobilistici, tranviari e di navigazione lagunare, in considerazione della specificità del contesto territoriale, caratterizzato dall’integrazione tra sistemi su gomma, ferro e acqua”.
Bond: “La montagna ha esigenze specifiche”
Sulla scelta di mantenere Belluno come bacino autonomo è intervenuto anche l’assessore regionale alla Montagna, Dario Bond, che ha espresso soddisfazione per la decisione e ha ringraziato il collega Ruzza.
“La scelta della Regione di individuare Belluno come bacino territoriale autonomo dei servizi di trasporto pubblico locale è una decisione di grande valore istituzionale, che riconosce finalmente nella sua concretezza la specificità della nostra provincia montana. Per questo desidero esprimere il mio plauso e il mio ringraziamento al collega assessore ai Trasporti Diego Ruzza, che ha saputo interpretare le esigenze del territorio e tradurle in una proposta lungimirante”.
Secondo Bond, la nuova organizzazione rappresenta un riconoscimento concreto delle caratteristiche delle aree montane. “La Regione ha riconosciuto che la montagna non può essere trattata come qualsiasi altro territorio – prosegue Bond –. La conformazione geografica delle Dolomiti, la bassa densità abitativa, le lunghe percorrenze, la presenza di vallate tra loro molto diverse e la necessità di garantire collegamenti essenziali impongono una governance dedicata. E’ esattamente quanto la Provincia di Belluno aveva chiesto nel proprio atto di indirizzo e quanto l’assessore Ruzza ha avuto la sensibilità di accogliere”.
Per l’assessore alla Montagna, mantenere Belluno come bacino autonomo permetterà di programmare il trasporto pubblico in modo più aderente alle esigenze del territorio. “Significa poter costruire una rete calibrata sulle caratteristiche della montagna, senza il rischio che le esigenze di un territorio unico vengano assorbite all’interno di grandi bacini inevitabilmente orientati verso le dinamiche delle aree urbane e di pianura. Da anni sosteniamo che la montagna non ha bisogno di deroghe, ma del riconoscimento della propria specificità. Questa delibera dimostra che la Regione sta andando proprio in questa direzione: quando esistono ragioni oggettive, supportate da dati tecnici e analisi dei flussi di mobilità, è giusto prevedere modelli organizzativi differenti”.
Bond conclude ribadendo il proprio apprezzamento per il provvedimento. “Desidero quindi ringraziare l’assessore Ruzza per una decisione che va nella direzione che abbiamo sempre sostenuto come amministratori: riconoscere che la montagna non è un’eccezione, ma una realtà con esigenze specifiche che meritano risposte specifiche“, conclude Bond.



