Strategie regionali tra sanità, welfare, innovazione e sviluppo: cosa prevede il Documento di Economia e Finanza Regionale
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha illustrato in Consiglio regionale le linee strategiche del nuovo Documento di Economia e Finanza Regionale, attualmente in fase di approvazione. “Il Defr è la bussola del Veneto e segna la direzione che vogliamo dare al futuro della nostra Regione”, ha dichiarato aprendo la presentazione.
Secondo Stefani, il documento nasce da “un approccio innovativo, guidato dai dati e dalla lettura dei grandi cambiamenti demografici e sociali”, con l’obiettivo di orientare politiche concrete e mirate. “Non possiamo permetterci scelte astratte: i numeri ci dicono dove intervenire e ci impongono di agire oggi per governare le sfide di domani”, ha aggiunto.
Al centro della programmazione regionale ci sono sanità e sociale: potenziamento della medicina territoriale, sviluppo della telemedicina, investimenti su giovani medici e prevenzione. Accanto a questi interventi, un impegno specifico per famiglie, caregiver e welfare, con una visione che accompagna le persone lungo tutto il percorso di vita.
“Vogliamo un Veneto che non lasci indietro nessuno”, ha ribadito il Presidente, richiamando anche le politiche per la casa, il social housing e il sostegno ai giovani.
Sul fronte dello sviluppo economico, il Defr punta su infrastrutture, innovazione e crescita: supporto alle startup, transizione digitale e verde, rafforzamento del rapporto tra università e imprese, con l’obiettivo di creare un ecosistema capace di attrarre talenti e generare nuove opportunità.
Tra le priorità anche la tutela del territorio, con investimenti contro il dissesto idrogeologico, e la modernizzazione dei trasporti, che comprende il progetto del biglietto unico intermodale.
Stefani ha richiamato inoltre il ruolo del Veneto nelle riforme nazionali, dall’autonomia differenziata al federalismo fiscale, sottolineando la necessità di una macchina amministrativa “più semplice ed efficiente”.
In chiusura, un appello al Consiglio regionale: “Su queste sfide serve responsabilità e visione comune. Le riforme strategiche non hanno colore politico: hanno un solo obiettivo, dare risposte concrete ai cittadini e costruire insieme il Veneto di domani”.



