Montanariello e Manildo chiedono alla Regione di fare chiarezza sui progetti per la statale: “Dopo trent’anni siamo ancora all’anno zero”
La situazione della Strada Romea torna al centro del dibattito politico regionale. A intervenire sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Jonatan Montanariello, vicepresidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti, e Giovanni Manildo, capogruppo del PD in Consiglio regionale, che chiedono alla Regione Veneto un confronto istituzionale per fare il punto sui progetti destinati a migliorare una delle arterie più problematiche del territorio.
“Tra incidenti mortali, pesanti ripercussioni sulla viabilità e gravi disagi per migliaia di cittadini pendolari, le cronache di questi ultimi giorni dicono che ormai si è rotta ogni soglia di sostenibilità: la Strada Romea è una vergogna nazionale che tiene in ostaggio un intero territorio – sostengono i dem -. Dopo oltre trent’anni di governo veneto di centrodestra e valanghe di promesse a vuoto, siamo ancora all’anno zero. Nel frattempo, il presidente Stefani e la consigliera delegata alle Infrastrutture De Berti, per dieci anni assessora, continuano a sfornare nuovi annunci stampa e social. Adesso basta: chiediamo un confronto istituzionale in sede di commissione Infrastrutture. Deve essere questo il luogo dove scoprire le carte e mettere sul tavolo della discussione progetti e prospettive concrete”.
Secondo i due esponenti del PD, le criticità della Romea risultano ancora più pesanti per la mancanza di collegamenti ferroviari alternativi nelle aree del basso Veneto e del sud della provincia di Venezia. “Si tratta di un territorio a forte vocazione pendolare, dove ogni giorno migliaia di persone sono costrette a utilizzare questa arteria per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o i servizi. Quando la strada si blocca, si ferma un’intera comunità, isolando interi territori e producendo danni pesantissimi all’economia locale, alle imprese, al turismo e alle attività commerciali”, commenta Jonatan Montanariello.
I consiglieri dem contestano inoltre il susseguirsi di annunci sul futuro della Romea, sostenendo che agli impegni assunti negli ultimi anni non abbiano fatto seguito interventi concreti. “Per anni, in primo luogo dalla De Berti, abbiamo sentito annunci, promesse, tavoli, studi e progetti che sarebbero dovuti partire a breve. Anche a pochi mesi dalle elezioni regionali, nell’aula consiliare di Chioggia, venne assicurato che il progetto sarebbe arrivato entro la fine della legislatura. Le elezioni sono passate ma il progetto continua a rimanere un miraggio. Stefani, intanto annuncia che Anas ha concluso il documento di fattibilità delle alternative progettuali, relativo sia al raddoppio del rettilineo tra Codevigo e Lughetto, sia alle varianti di Chioggia, Rosolina e Porto Viro. Ma è doveroso a questo punto un confronto istituzionale, perché questo modo di procedere non è programmazione ma propaganda pura, in perfetta linea con lo stile del ministro Salvini che continua a concentrare energie e miliardi sul Ponte sullo stretto di Messina”.
Montanariello e Manildo chiedono quindi che il tema venga affrontato in Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale, dove poter discutere nel merito lo stato di avanzamento dei progetti e le prospettive per un’infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità del Veneto meridionale.



