Il candidato a sindaco di Venezia per il centrosinistra Andrea Martella interviene sulla questione abitativa del centro storico
Secondo il candidato a sindaco di Venezia Andrea Martella, lo spopolamento di Venezia non è un effetto collaterale, ma una questione politica che ha come punto di snodo proprio la casa. “Ripopolare è la condizione di tutto – sostiene il candidato per il centrosinistra -. Senza case accessibili per famiglie, giovani, lavoratori, anziani, senza una politica pubblica dell’abitare, Venezia continua a perdere residenti, servizi, commercio, vita quotidiana e smette di essere una comunità“.
Martella, propone dunque un piano straordinario per l’abitare, che avrà al centro un’agenzia dedicata: “Ma uno strumento vero e con una missione chiara, non una trovata elettorale dell’ultimo minuto come quella improvvisata da Venturini dopo undici anni di inazione, per coprire il fallimento della giunta uscente su questi fronti”.
“Quando la casa diventa una merce da spremere fino all’ultimo euro e gli affitti brevi divorano la residenza stabile, non stiamo parlando solo di mercato immobiliare: stiamo parlando del destino della città“, aggiunge il candidato, ribadendo la necessità di un vero Piano Casa, pubblico, sociale e collaborativo, capace di garantire la permanenza dei residenti e di generare nuova cittadinanza. È dunque indispensabile creare condizioni di vita stabile per giovani, studenti, lavoratori, docenti e operatori sanitari. Inoltre, è fondamentale recuperare gli alloggi pubblici sfitti, prima di procedere alla costruzione di nuove residenze.
“Per affrontare seriamente l’emergenza abitativa – prosegue Martella – attiveremo un osservatorio sulla casa e una agenzia sociale per l’abitare dotata di veri poteri, capaci di leggere domanda, prezzi e bisogni reali e di far incontrare domanda e offerta mettendo attorno allo stesso tavolo Comune, Ater, terzo settore, sindacati, proprietari, soggetti economici e sociali. E serve un assessorato alla casa, o meglio all’abitare, perché questo tema riguarda la struttura stessa della città. La politica della casa non può più essere separata da trasporti, servizi, welfare e lavoro”.
“Serve poi più collaborazione tra Comune, università e competenze civiche – conclude Martella -. I dati pubblici devono servire davvero a governare i flussi turistici, affrontare il tema della casa e leggere le trasformazioni urbane. Devono essere patrimonio della città, non proprietà di pochi. Noi vogliamo rimettere al centro il diritto di abitare Venezia. Perché senza abitanti non c’è futuro, non c’è normalità, non c’è città viva”.



