Il capogruppo del Pd dichiara che “l’appoggio a una formazione radicale di questo genere segnerebbe una svolta drammatica per il Veneto“
Il capogruppo del Partito democratico Giovanni Manildo, in consiglio regionale del Veneto, ha espresso la propria opinione in merito alle parole di Matteo Salvini sull’esito delle votazioni della regione tedesca Sassonia-Anhalt.
“Le parole di Matteo Salvini sono a dir poco preoccupanti. Festeggiare come un ‘successo clamoroso’ l’ascesa di Alternative für Deutschland – AfD – e sdoganare una forza dell’ultradestra nazionalista, xenofoba e revisionista sotto il paravento della ‘democrazia’ segna un profilo ben definito che Salvini vuole dare alla forza politica di cui è leader”.
“A questo punto – incalza Manildo – è legittimo chiedersi e capire se il partito di maggioranza che governa il Veneto e soprattutto il presidente della Regione del Veneto, nonché vicesegretario federale della Lega, Alberto Stefani, condividono la posizione salviniana. Perché, a cascata, questo significherebbe condividere misure politiche aberranti propugnate da Afd, a partire dalla creazione di scuole speciali per disabili e migranti, in un nuovo apartheid da incubo. Negando peraltro una matrice autonomista che mal si concilia con il nazionalismo estremo”.

“Non è una questione di lana caprina ed è bene essere chiari: siamo una grande regione che ha bisogno, dal punto di vista economico, produttivo e culturale, di costruire relazioni forti e di massima apertura a livello europeo – continua il capogruppo del Pd – Appoggiare apertamente una formazione radicale di questo genere, anche solo per puro calcolo elettorale, segnerebbe una svolta drammatica anche per il Veneto. Chi lo guida dica le cose come stanno”.
“L’auspicio sincero è che prendano immediatamente le distanze da AfD e dalla tifoseria sconcertante di Matteo Salvini” conclude Manildo.


