Presentati quattro progetti di legge e avviato il lavoro per un testo unico che rafforzi la rete di assistenza psicologica regionale
La quinta commissione consiliare della Regione ha avviato l’esame dei progetti di legge per istituire il servizio di psicologia territoriale in Veneto. La commissione ha approvato a maggioranza i piani triennali di investimento delle aziende sanitarie. I consiglieri hanno illustrato quattro proposte normative che puntano a riconoscere il diritto all’assistenza psicologica e a integrare gli interventi nella medicina di base. La sperimentazione avviata nel 2014 nelle ULSS dell’Alto Vicentino e di Pieve di Soligo rappresenta il precedente operativo richiamato durante la seduta.
La commissione ha stabilito quindi di procedere verso un testo unico che raccolga i contributi dei diversi gruppi. Inoltre, nelle prossime settimane, verrà avviato il ciclo di audizioni con i soggetti interessati. L’obiettivo è definire un modello stabile e capillare, capace di intercettare il disagio psicologico prima che diventi emergenza. Il confronto politico ha evidenziato posizioni convergenti sulla necessità dell’intervento, con differenze legate a risorse, standard e modalità organizzative.
Stefani: “Vogliamo costruire un modello stabile”
Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani ha illustrato il progetto di legge della giunta, assunto come testo base per la costruzione del testo unico, richiamando i dati che mostrano un aumento del disagio psicologico, soprattutto tra i giovani. Stefani ha dichiarato: “L’introduzione della figura dello psicologo territoriale risponde a una precisa necessità: intercettare forme di disagio sempre più diffuse prima che diventino emergenza“.
Stefani ha evidenziato il ruolo della nuova figura nel supportare la medicina generale: “Uno su quattro dei pazienti che si rivolgono alla medicina generale presenta in realtà un bisogno di natura psicologica”. Inoltre, ha richiamato l’aumento dei disturbi tra i giovani, legati anche all’uso distorto dei social network. “Con questa legge vogliamo costruire un modello stabile, integrato con la medicina di base e i servizi sociosanitari, capace di dare risposte tempestive”, ha concluso Stefani.
Pressi: “Lo scopo è quello di addivenire alla stesura di un testo armonizzato”
Il consigliere regionale del Veneto Matteo Pressi (Lista Stefani) ha sottolineato l’avvio formale dell’iter legislativo con la presentazione del progetto in commissione, evidenziando il lavoro in corso per armonizzare le diverse proposte. “Siamo già al lavoro per valutare le osservazioni formulate dei diversi gruppi consiliari”, ha dichiarato Pressi.
Il consigliere ha richiamato l’obiettivo di un testo condiviso. Ha inoltre evidenziato l’importanza di un percorso rapido ma accurato. “Ciò allo scopo di assicurare al provvedimento un iter rapido ma allo stesso tempo ragionato, tanto sotto il profilo politico quanto sotto il profilo tecnico”, ha concluso Pressi.
Brescacin: “Una proposta che rafforzerà la sanità territoriale”
La consigliera regionale del Veneto Sonia Brescacin (Gruppo Misto) ha richiamato la sperimentazione avviata tra il 2014 e il 2019 nelle ULSS dell’Alto Vicentino e di Pieve di Soligo, illustrando poi il modello operativo che integra psicologi e medici di medicina generale.
La consigliera ha evidenziato l’importanza dell’intervento precoce: “L’esperienza maturata ha evidenziato in particolare l’importanza di intervenire nella cosiddetta ‘area grigia’ del disagio. L’istituzione di questa figura rappresenta un investimento strategico per una sanità più vicina ai cittadini”, ha concluso Brescacin.
Bigon: “Oggi abbiamo raggiunto un primo traguardo”
La consigliera regionale del Veneto Anna Maria Bigon (Partito democratico) ha ricordato il percorso politico avviato negli ultimi anni per introdurre lo psicologo di base, per poi sottolineare il valore del primo passo compiuto con l’avvio dell’iter legislativo.
La consigliera ha richiamato l’urgenza di sostenere i giovani non presi in carico dai servizi: “L’obiettivo è quello di garantire in primo luogo a tanti giovani non presi in carico dai servizi un sostegno reale ed efficace dal punto di vista della prevenzione”. Inoltre, ha concluso evidenziando la necessità di rafforzare la rete territoriale: “Si tratta di un servizio di prossimità, che possa garantire realmente la prevenzione”.
Cunegato: “Siamo di fornte a una vera e propria Caporetto della salute mentale”
Il consigliere Carlo Cunegato (Avs) ha espresso una posizione critica sulle risorse previste dalla proposta della giunta, richiamando le difficoltà del sistema di salute mentale regionale. Cunegato ha dichiarato: “In commissione, abbiamo discusso la nostra proposta di legge sullo psicologo delle cure primarie, che si distingue da quella di Stefani perché prevede risorse tre volte superiori”.
Il consigliere ha evidenziato la necessità di un intervento strutturale: “Il vero problema, dunque, è che il sistema della salute mentale in Veneto è allo sfascio”. Inoltre, ha richiamato l’urgenza di investimenti più ampi, “noi continueremo a batterci perché questa regione smetta di fare norme manifesto e cominci a costruire servizi veri”, ha concluso Cunegato.



