Il progetto, di cui è prevista l’entrata a regime per il 2028, permetterà ai cittadini di velocizzare le richieste d’aiuto evitando di cercare il numero da chiamare autonomamente
L’obiettivo del progetto per l’attuazione in Veneto del numero unico europeo per le emergenze 112 è quello di un sistema più moderno, veloce e integrato per gestire le chiamate di emergenza e attivare con maggiore tempestività i soccorsi, che entra in una nuova fase di avanzamento con l’introduzione della tecnologia Next-Generation 112, consentendo di superare le tradizionali linee telefoniche e la progressiva realizzazione delle nuove centrali uniche di risposta (Cur).
Il Nue 112 rappresenta un modello organizzativo e tecnologico che permette al cittadino di utilizzare un unico numero, il 112, per chiedere aiuto in caso di emergenza. La chiamata viene presa in carico dalla centrale unica di risposta, che identifica la richiesta e la indirizza rapidamente alla centrale operativa competente – sanitaria, dei carabinieri, della polizia di stato o dei vigili del fuoco – evitando al cittadino di dover individuare autonomamente quale numero chiamare.
La nuova tecnologia permetterà una gestione più flessibile e integrata delle comunicazioni, migliorando il collegamento tra le centrali uniche di risposta e le centrali operative di secondo livello, anche per affrontare situazioni caratterizzate da un elevato numero di chiamate contemporanee.
Procede la progettazione delle due sedi che ospiteranno le centrali uniche di risposta. A Venezia è stato definito il progetto di massima ed è già stato affidato l’incarico per la progettazione esecutiva, così come a Verona, dopo la conferma della disponibilità dell’area dell’ex scuola americana. Nel frattempo, è stato definito anche il modello organizzativo per la gestione e lo smistamento delle chiamate. Il tavolo coordinato dalla prefettura di Venezia, con la partecipazione di questura, carabinieri, vigili del fuoco, capitaneria di porto e polizia locale, ha concluso il lavoro sui criteri di ripartizione delle chiamate.
L’ulss 3 ha inoltre istituito un’unità di progetto dedicata ed è in corso la modifica dell’atto aziendale per inserire la nuova Uoc Cur Nue 112. L’entrata a regime delle centrali uniche di risposta del Veneto è prevista per il 2028. Fino ad allora continuerà a essere garantita la piena operatività del sistema attuale, attraverso il modello transitorio “112 Nue 2009 integrato”, con la presa in carico iniziale affidata all’arma dei carabinieri.
Le parole del presidente del Veneto Alberto Stefani: “Sistema per gestire più velocemente le emergenze”
“Con il progetto del NUE 112 il Veneto sta costruendo un sistema di gestione delle emergenze capace di utilizzare le nuove tecnologie per rendere ancora più efficace la risposta del soccorso. È un percorso importante, che coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, sistema sanitario e soccorso tecnico e che punta a un obiettivo preciso: fare in modo che, nei momenti di maggiore difficoltà, ogni cittadino possa contare su una risposta rapida, coordinata e qualificata” dichiara il presidente.

“Il lavoro che stiamo portando avanti guarda al 2028, ma parte da risultati e investimenti che stiamo realizzando già oggi, con la consapevolezza che innovare il sistema dell’emergenza significa innanzitutto investire sulla sicurezza e sulla qualità dei servizi per i veneti” conclude Stefani.
Le parole dell’assessore regionale delegato al progetto Filippo Giacinti: “Migliorare l’efficacia del sistema regionale di emergenza”
“Già oggi il sistema regionale di emergenza garantisce livelli elevati di efficienza, con la possibilità di effettuare la localizzazione autonoma del chiamante e un tempo medio di arrivo dei mezzi di soccorso sanitario inferiore ai 18 minuti, in linea con gli indicatori previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza. Ma quello che stiamo costruendo sarà un sistema di emergenza all’altezza delle esigenze di un territorio complesso come il Veneto“.

“Il NUE 112 non significa soltanto introdurre un numero unico, ma realizzare una vera e propria infrastruttura regionale in grado di mettere in collegamento in modo più efficace tutti i soggetti che intervengono nelle emergenze. Il percorso è articolato e richiede importanti investimenti tecnologici e organizzativi. Stiamo procedendo secondo una precisa tabella di marcia” continua l’assessore.
“La tecnologia è fondamentale, ma altrettanto importante è costruire una macchina organizzativa capace di lavorare come un unico sistema. Per questo stiamo procedendo passo dopo passo, coinvolgendo tutti i soggetti che intervengono nelle emergenze” conclude Giacinti.



