La politica veneta esprime cordoglio, ricordando l’importanza di denunciare subito al 1522
Le parole del presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia: “Aveva denunciato, è un fallimento. Serve una repressione ancor più severa”
“Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno, aveva già subito violenza e nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore. E oggi Tania non c’è più. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione. Sul contrasto alla violenza sulle donne dobbiamo continuare senza sosta il lavoro culturale, soprattutto con le nuove generazioni, educando al rispetto, alla libertà e al rifiuto di ogni forma di possesso e sopraffazione. È fondamentale, in questo senso, anche il lavoro portato avanti dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che sta contribuendo a costruire una nuova consapevolezza sul rispetto e sulla violenza di genere”.

“Ma dobbiamo essere altrettanto chiari: la cultura da sola non basta. Deve funzionare anche la repressione, e deve essere ancora più severa. Le norme devono essere ulteriormente inasprite e rese sempre più efficaci, tempestive e adeguate alla gravità del rischio – continua il presidente del consiglio – Quando una donna denuncia violenze, minacce o persecuzioni, lo Stato deve poter mettere in campo tutti gli strumenti necessari per proteggerla concretamente. Non possiamo accettare che, nonostante segnali così gravi, si arrivi comunque a un femminicidio. Quando una donna viene uccisa dopo aver denunciato e dopo precedenti episodi di violenza, significa che il sistema va ulteriormente rafforzato. La risposta dello Stato deve essere ferma, rapida e senza esitazioni”.
“Alla mamma di Tania, ai suoi familiari e a tutte le persone che le hanno voluto bene rivolgo le mie più profonde condoglianze e la vicinanza dell’intero Consiglio regionale del Veneto”, conclude Zaia.
Le parole di Sambo, Luisetto e Bigon (Pd): “Un copione drammaticamente già scritto che non siamo riusciti a fermare“

“Ci troviamo di fronte all’ennesima, straziante sconfitta per l’intera società e per le istituzioni. Ancora una volta piangiamo una donna morta per mano di un ex, già noto alle Forze dell’Ordine e al sistema. Un copione drammaticamente già scritto che non siamo riusciti a fermare. Tania aveva fatto esattamente ciò che chiediamo sempre alle donne di fare. Aveva trovato il coraggio di denunciare le violenze, tanto che già ad aprile, dopo un tentato strangolamento, erano scattati i provvedimenti di allontanamento. Eppure, la denuncia e l’ammonimento non sono bastati a salvarle la vita. Non possiamo rassegnarci alla ciclicità di queste tragedie, limitandoci al doveroso cordoglio. Dobbiamo pretendere risposte su come sia stato possibile per un uomo già segnalato e allontanato avvicinarsi nuovamente alla vittima con esiti così efferati. Storie come queste ci impongono di non abbassare mai la guardia e di chiedere ancora una volta un monitoraggio più stringente sugli uomini violenti, implementando le risorse per i centri antiviolenza e per le Forze dell’Ordine sul territorio. Chi denuncia deve essere protetta davvero. Alla famiglia e ai cari di Tania va tutta la nostra vicinanza in questo momento di insopportabile dolore”.
Le parole del sindaco di Mira, Marco Dori: “Tragedie così interrogano le nostre coscienze”
“A titolo personale e a nome dell’amministrazione comunale di Mira, esprimo sentito cordoglio per il femminicidio-suicidio avvenuto stamane a Camponogara. A cadere, una donna di 39 anni uccisa dal proprio ex partner 43enne, che poi si è tolto la vita. A rendere ancora più drammatica la vicenda è quanto accaduto pochi mesi fa. Ad aprile l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe tentato di strangolare l’ex compagna. Dopo l’episodio, la donna aveva presentato una querela ai Carabinieri, corredata da un certificato medico.”
“A giugno il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento ufficiale, e predisposto una forma di vigilanza attraverso il passaggio delle auto dei Carabinieri. Tragedie come queste continuano a interrogare le coscienze e a fare ogni cosa sia possibile per la loro prevenzione. A tal proposito, ricordo il numero nazionale 1522 e lo sportello antiviolenza della Riviera, con sede proprio a Mira, che risponde al numero telefonico 342 9757092. Denunciate, denunciate sempre!“ conclude il sindaco.
Le parole di Flavio Baldan: “È una sconfitta non essere riusciti a impedirlo”
“Niente di ciò che si sta facendo per contrastare i femminicidi e le violenze di genere può essere mai considerato abbastanza – dichiara Flavio Baldan (Movimento 5 stelle) – Nel giorno del rimpianto per non aver potuto salvare la vita di Tania Terrin, uccisa dall’ex partner Dino Keber nella sua casa di Camponogara, il Movimento 5 Stelle richiama l’attenzione pubblica attorno alle necessarie misure preventive di sicurezza, ma volge lo sguardo anche all’urgenza di adeguate politiche sociali di protezione”
“Nonostante la querela – sottolinea il consigliere – l’ammonimento del Questore di Venezia e il pattugliamento da parte dei Carabinieri davanti all’abitazione, come ha ricordato anche Raji Colombo, referente del Network Giovani del M5S Veneto, è una sconfitta non essere riusciti a impedire questo tragico epilogo, in una terra che ha già conosciuto l’emozione nazionale per Giulia Cecchettin, alla quale è dedicato il nuovo Osservatorio regionale. Si può fare di più, e occorre che tutti e tutte facciano la propria parte“.

“Tania è la terza vittima in Veneto nei soli mesi estivi di quest’anno e ogni volta non può essere sufficiente dire basta, comunicare il numero 1522, collocare panchine rosse, se non cambia qualcosa nei comportamenti dei maschi violenti, anche attraverso i corsi di educazione sessuale ed affettiva nelle scuole – prosegue il consigliere – Altro che abrogare il reato di femminicidio, come vorrebbe l’estrema destra di Roberto Vannacci, fautore del sedicente “patriarcato mediterraneo”. Lo spettro delle pratiche da consolidare è davvero vasto: per prima cosa, occorre smentire con la forza dei fatti il più volte paventato taglio dei finanziamenti ai centri e agli sportelli antiviolenza nel territorio regionale, che sono la prima forma di contatto per le donne in pericolo. Non bisogna demandare la gestione dell’intero fenomeno al solo aspetto repressivo, che può anche arrivare troppo tardi a causa della mancanza di mezzi e dei tempi della burocrazia”.
“Per questi motivi il Movimento intenderà occuparsene nella prossima sessione di bilancio a palazzo Ferro Fini, chiedendo ulteriori investimenti nelle case-rifugio per le donne minacciate, nonché nella formazione rieducativa dell’uomo maltrattante che si rivolge ai sevizi territoriali per chiedere di essere aiutato a non compiere reati” conclude Baldan.
Le parole del consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica): “Riconoscere la necessità di misure più severe e concrete”
“Esprimo il mio profondo cordoglio per la morte di Tania Terrin, vittima dell’ennesimo femminicidio. Tania aveva denunciato l’ex compagno e nei suoi confronti era stato emesso un ammonimento del Questore. Nonostante questo, oggi Tania non c’è più. Di fronte a questa ennesima tragedia dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che servono misure più severe e concrete, capaci di garantire una protezione effettiva alle donne che denunciano e di intervenire con tempestività di fronte ai segnali di pericolo. Alla famiglia di Tania rivolgo la mia più sincera vicinanza e il mio cordoglio”.



