Il progetto prevede la demolizione degli attuali edifici per costruirne quattro nuovi. L’assessore Bond: “Da questa scuola giovani più competenti per valorizzare l’agricoltura di montagna”
La nuova convenzione, firmata per l’intervento “Azienda e laboratori Iis Della Lucia – l’Istituto Agrario della Provincia di Belluno al servizio del primario allargato bellunese”, prevede il finanziamento di quattro milioni e 464 mila euro dal Fondo comuni confinanti, con un investimento complessivo di 5,66 milioni di euro, comprensivo di 1,2 milioni di cofinanziamento.
Il progetto, originariamente inserito nella programmazione 2013-2018, è stato successivamente trasferito, per l’adeguamento delle risorse e dei tempi di realizzazione, nella programmazione strategica 2019-2027. L’intervento prevede la demolizione degli attuali fabbricati dell’azienda agricola e la realizzazione di quattro nuovi edifici, con l’obiettivo di fare dell’Iis della Lucia un centro di riferimento per l’agricoltura biologica, la biodiversità agraria e la sostenibilità agricola.
Il progetto rappresenta inoltre un esempio della capacità del Fondo comuni confinanti di accompagnare nel tempo gli interventi strategici del territorio, con la conclusione prevista entro il 31 dicembre 2029.
Le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond: “L’obiettivo è rendere l’istituto parte attiva dell’economia agricola bellunese”
“Finanziando questi nuovi edifici, creiamo le condizioni perché una scuola possa diventare una parte attiva dell’economia agricola bellunese – sottolinea il presidente del Fondo comuni confinanti e assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond – Un istituto agrario non deve essere soltanto il luogo in cui si impara un mestiere. Deve poter essere un luogo in cui quel mestiere si evolve, si sperimenta, si misura con le nuove tecnologie, con la sostenibilità e con le esigenze concrete delle aziende”.

“La vera infrastruttura che serve alla montagna è anche la capacità di produrre conoscenza e competenze qui, sul territorio – prosegue l’assessore – Per questo considero particolarmente importante la dimensione laboratoriale del progetto: l’agricoltura bellunese ha bisogno di giovani preparati, ma anche di luoghi in cui fare formazione, sperimentazione e cultura d’impresa. Se vogliamo che il Primario resti una componente economica viva della montagna, dobbiamo investire nei campi e nelle aziende, ma anche nelle persone che vi lavoreranno”.
“Il risultato che ci interessa non sarà soltanto vedere nuovi fabbricati, ma vedere cosa vi succederà dentro. Se da qui usciranno giovani con competenze più forti, nuove sperimentazioni, servizi utili alle imprese e una maggiore capacità di valorizzare l’agricoltura di montagna, allora avremo trasformato una risorsa finanziaria in una capacità permanente del territorio. E’ questo il metro con cui dobbiamo giudicare gli investimenti pubblici” conclude Bond.



