La consigliera regionale sottolinea come “le strategie di contenimento passivo non sono più sufficienti, è una sfida complessa che mette a rischio l’economia del territorio”
“L’agricoltura dei Colli Euganei rientra a pieno titolo nell’agricoltura eroica. Il motivo è semplice: i nostri coltivatori non solo combattono quotidianamente con un ambiente impervio e con un clima sempre più instabile. Ma da anni, devono fare anche i conti con l’emergenza cinghiali. Una sfida complessa che mette a serio rischio il frutto del lavoro degli operatori del settore primario e l’economia del territorio”. A dichiararlo in una nota è la consigliera regionale Giorgia Bedin (Lega-Liga Veneta), intervenendo sulla questione legata alla gestione della fauna selvatica all’interno del perimetro del parco padovano.
“Recinzioni, barriere e continui adattamenti delle modalità di coltivazione purtroppo non sono bastati – spiega Bedin – a causa della straordinaria capacità di adattamento dimostrata da questa specie. Le sole strategie di contenimento passivo non sono più sufficienti a tutelare le colture di pregio della nostra area collinare. La nuova governance del Parco Colli Euganei ha aperto il proprio mandato con un provvedimento atteso e di fondamentale importanza: lo sblocco delle autorizzazioni destinate ai Selecontrollori. Si tratta di un segnale di concretezza”.

“È necessario che l’Ente Parco e la Regione del Veneto agiscano in sinergia per individuare una soluzione strutturale definitiva al problema. Il lavoro di squadra è fondamentale. Allo stesso tempo, serve garantire lo stanziamento di fondi adeguati a ristorare integralmente gli agricoltori dei danni subiti alla produzione. Per questo motivo, – conclude Bedin – mi impegnerò personalmente e in prima persona attraverso atti amministrativi e normativi concreti in Consiglio regionale, affinché le istanze dei produttori dei Colli Euganei trovino risposte economiche e legislative immediate”.



