La consigliera di Gruppo misto ricorda che “serve considerare ciò che sta accadendo nel mondo per evitare che famiglie e imprese paghino ancora il prezzo delle crisi”
La consigliera regionale Sonia Brescacin (Gruppo misto) ricorda l’importanza di non trascurare ciò che attualmente sta succedendo nel mondo nel mentre che si fronteggiano due temi delicati come fine il fine vita e l’autonomia.
“I temi del fine vita e dell’autonomia che il consiglio regionale è impegnato ad affrontare sono due temi delicatissimi e profondamente importanti che meritano attenzione, rispetto e un confronto serio. Ma proprio mentre discutiamo di questioni che riguardano il futuro della nostra comunità, credo sia doveroso non perdere di vista ciò che sta accadendo nel mondo e le possibili conseguenze concrete per i nostri cittadini”.
“La ripresa delle ostilità in Iran e l’ulteriore escalation sul fronte ucraino, arrivata a coinvolgere sempre più direttamente anche Paesi europei come dimostra quanto accaduto in Germania, non possono essere considerate vicende lontane da noi. Sono segnali che devono preoccuparci e che richiedono un monitoraggio costante da parte delle istituzioni italiane ed europee”.

“Il rischio, oltre ad essere quello gravissimo di una guerra che rischia di estendersi in Europa, è che a pagare il prezzo di queste crisi siano ancora una volta le famiglie e le imprese: energia, carburanti, materie prime, trasporti e, inevitabilmente, anche i generi alimentari potrebbero subire nuove e pesanti ripercussioni. Abbiamo già conosciuto quanto rapidamente una crisi internazionale possa trasformarsi in un problema concreto davanti al carrello della spesa o alla bolletta di casa. Non voglio fare allarmismo, ma credo sia responsabilità della politica guardare oltre l’orizzonte immediato“.
“Dobbiamo prepararci per tempo e mettere in campo tutte le misure necessarie per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle nostre imprese. L’auspicio è che la diplomazia torni a prevalere sulle armi, ma nel frattempo dobbiamo essere pronti. Perché il rischio è di ritrovarci davanti a un autunno caldo, questa volta davvero e in tutti i sensi” conclude Brescacin.



