Mozioni approvate in undici municipi della provincia di Padova. L’obiettivo è integrare treni, bus urbani ed extraurbani con un solo abbonamento
Si allarga in tutta la provincia di Padova il fronte dei Comuni che chiedono l’introduzione del biglietto unico regionale per il trasporto pubblico. Dopo le prime approvazioni a Vigodarzere e Padova, la proposta è arrivata in numerosi consigli comunali, superando anche gli schieramenti politici tradizionali.
L’iniziativa punta a creare un sistema tariffario integrato tra treni, autobus urbani ed extraurbani, oggi gestiti da undici diverse aziende in Veneto. Secondo i promotori, l’attuale frammentazione rende il trasporto pubblico troppo costoso e complicato, soprattutto per pendolari, studenti e lavoratori.
Le prime adesioni: Vigodarzere e Padova
La proposta del biglietto unico regionale ha iniziato a prendere forma nei primi mesi del 2026 e, nel giro di poche settimane, si è diffusa in buona parte della provincia di Padova. I primi consigli comunali a esprimersi sono stati quelli di Vigodarzere, che ha approvato la mozione il 23 gennaio, e di Padova, dove il testo è passato il 25 marzo su iniziativa del gruppo del Partito Democratico con primo firmatario il consigliere Pietro Bean.
“Il territorio padovano sta vivendo grandi trasformazioni sotto il profilo della mobilità urbana e della viabilità in generale, con le nuove linee del tram in città e con tutti gli investimenti del PNRR sul territorio – spiega proprio il consigliere comunale di Padova -. Questo sviluppo delle infrastrutture e una sempre più crescente sensibilità ambientale spingono i cittadini a chiedere alla politica uno sforzo maggiore sul trasporto pubblico. Per questo a Padova abbiamo approvato la mozione e per questo vogliamo tornare a parlare di biglietto unico regionale per tutti i trasporti. Una proposta utile per abbattere i costi e migliorare la mobilità negli spostamenti casa-lavoro-studio. Speriamo di smuovere le acque e che la Regione si adoperi per introdurlo”.
Dall’approvazione dei Comuni di Padova e Vigodarzere, la proposta ha iniziato a circolare rapidamente anche negli altri municipi del territorio grazie a un coordinamento promosso dalla segreteria provinciale del PD guidata da Sabrina Doni. Un’iniziativa che, sottolineano i promotori, ha progressivamente superato i confini dei partiti, coinvolgendo amministratori civici, consiglieri comunali e sindaci di orientamenti diversi.
“Quella del biglietto unico è una battaglia che il centrosinistra veneto porta avanti da tanti anni – afferma Sabrina Doni, segretaria provinciale del Partito Democratico -. È significativa l’operazione di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti a Padova in modo trasversale in città e in tantissimi comuni della provincia. Che sia davvero di sprone al governo regionale perché finalmente si dia corpo ad un’iniziativa davvero necessaria per tutti i veneti”.
I favorevoli…
Nel giro di pochi mesi il documento è stato approvato anche nei consigli comunali di Saonara, Vigonza, Selvazzano Dentro, Piazzola sul Brenta, Este, Baone, Brugine, Stanghella e Rubano. In altri centri della provincia, tra cui Monselice, Ponte San Nicolò, Piove di Sacco, Cadoneghe e Cittadella, la mozione è già stata depositata o sarà discussa nelle prossime settimane.
“L’ordine del giorno, da noi proposto, è stato approvato all’unanimità anche dalla maggioranza: un segnale politico chiaro a sostegno del biglietto unico regionale e di una mobilità più equa e accessibile – sostengono Arianna Toniolo, Antonino Stivanello e Francesco Alibardi, consiglieri di Vigonza -. Un passaggio particolarmente rilevante anche in vista del tram Vigonza–Padova: una mobilità piena non può che essere una mobilità Smart e in ottica integrata con l’ecosistema regionale”.
“Il biglietto unico è una misura utile non soltanto per i cittadini del capoluogo o della cintura urbana, ma anche ai paesi della provincia – dichiara Nicolò Ruffin, consigliere comunale di Monselice -, specialmente quelli su cui insistono stazioni ferroviarie, come Monselice, abitate da molti studenti e lavoratori pendolari. Dalla competitività del trasporto pubblico, anche a livello di prezzo del biglietto, passa anche l’attrattività della provincia.”
Dello stesso avviso anche Gabriele De Boni, sindaco di Ponte San Nicolò, che afferma: “Il biglietto unico regionale è un passo concreto per rendere il trasporto pubblico più semplice e accessibile. Per un Comune di prima cintura urbana come il nostro è una priorità: ogni giorno molti cittadini si spostano verso il capoluogo. Servono quindi soluzioni economicamente sostenibili, soprattutto per giovani e lavoratori. Semplificare le tariffe significa migliorare la qualità della vita e incentivare una mobilità più sostenibile. Siamo pronti a collaborare con tutti i livelli istituzionali per raggiungere questo obiettivo.”
Grande soddisfazione per Stefano Artuso, presidente del consiglio comunale di Rubano, per l’approvazione della mozione a sostegno del biglietto unico, promossa dai gruppi Vivere Rubano e Rubano Futura. “Riguarda un tema concreto: rendere la mobilità più accessibile, equa e sostenibile. Rubano vuole contribuire all’innovazione dei trasporti, superando l’attuale frammentazione tariffaria tra servizi urbani, extraurbani e ferroviari, che oggi rende più complesso e più costoso l’utilizzo dei mezzi pubblici. È significativo che il consiglio abbia assunto una posizione chiara, dispiace solo che le minoranze siano uscite dall’aula sottraendosi al confronto. La mozione impegna la sindaca e l’amministrazione a sostenere la proposta e a promuovere un’interlocuzione con la Regione e le altre istituzioni competenti”.
…e i contrari
Non ovunque però il percorso è stato lineare. Nei comuni di Pontelongo e Battaglia Terme la proposta è stata respinta, ma il confronto politico sul tema continua ad allargarsi. “La mancata approvazione nel consiglio comunale di Pontelongo è un’occasione sprecata. Parliamo di una proposta concreta e utile per cittadini, studenti e lavoratori – afferma Riccardo Rocca, consigliere di Pontelongo -. Una scelta politica che ha prevalso su una valutazione nel merito di un tema importante come il trasporto pubblico, su cui è giusto che i comuni prendano posizione. Prendiamo atto dell’impegno a tornare a discuterne, ma anche nel nostro comune sarebbe stato importante dare un segnale già ora”.
Secondo i promotori, il dibattito ha ormai coinvolto 26 Comuni su 101 della provincia padovana, segnale di una crescente attenzione verso il tema del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.
Costi troppo alti per chi si sposta
Al centro della proposta c’è soprattutto il tema dei costi del trasporto pubblico in Veneto, ritenuti troppo elevati e penalizzanti per chi ogni giorno si sposta per studio o lavoro utilizzando mezzi diversi: attualmente il sistema è frammentato tra trasporto ferroviario, linee urbane ed extraurbane gestite da undici aziende differenti, con tariffe e abbonamenti separati.
Secondo i promotori della mozione, questa suddivisione obbliga molti utenti a sottoscrivere più abbonamenti contemporaneamente, facendo lievitare le spese mensili. Il costo medio di un abbonamento si aggira oggi intorno ai 45 euro e mezzo, ma per i pendolari che combinano autobus e treno la cifra può facilmente raddoppiare o addirittura triplicare.
Un problema che, spiegano gli amministratori locali, colpisce soprattutto studenti, lavoratori e famiglie, scoraggiando spesso l’utilizzo dei mezzi pubblici e spingendo molti cittadini a preferire l’auto privata.
L’idea del biglietto unico regionale punta invece a creare un sistema integrato, con un solo abbonamento valido su tutti i mezzi pubblici del Veneto. Una misura che, secondo i sostenitori dell’iniziativa, permetterebbe non solo di semplificare gli spostamenti, ma anche di ridurre i costi per gli utenti e incentivare una mobilità più sostenibile.
Nel dibattito viene richiamato anche il tema dei disservizi del trasporto pubblico regionale, tornato al centro dell’attenzione dopo alcuni episodi avvenuti durante le Olimpiadi invernali, considerati dai promotori il simbolo di un sistema che necessita di maggiore integrazione e investimenti.
Nel complesso, l’iniziativa sta consolidando un fronte territoriale sempre più ampio attorno al tema della mobilità pubblica, trasformando una proposta nata in ambito politico in una richiesta condivisa da amministratori di sensibilità diverse. Resta ora il passaggio decisivo: tradurre il consenso dei Comuni in un confronto strutturato con la Regione del Veneto, chiamata a valutare la fattibilità di un sistema tariffario unico capace di semplificare gli spostamenti quotidiani e rendere il trasporto pubblico più accessibile e competitivo.


