Il centrodestra dichiara la propria opinione sul tema dell’autonomia, sottolineando la necessità di “non rallentare un percorso iniziato nel 2017”
In merito “alla richiesta del capogruppo dem, Giovanni Manildo, di rinviare l’approvazione da parte del Consiglio regionale delle pre-intese sull’autonomia regionale differenziata”, queste sono le dichiarazioni di tre capigruppo del centrodestra.
Le parole di Claudio Borgia (Fratelli d’Italia): “Dopo nove anni, i veneti non chiedono altri rinvii”
“Respingiamo qualsiasi tentativo del centrosinistra di utilizzare espedienti per rallentare un percorso sull’Autonomia ormai giunto alla sua fase decisiva. Il fatto che il provvedimento non abbia carattere di “atto necessitato” sul piano tecnico non significa affatto che manchi un’urgenza politica nel portare a compimento un percorso atteso da anni, tanto è vero che oggi inizia l’iter in Prima commissione. La sensazione è che il centrosinistra stia cercando nel calendario ciò che non riesce a ottenere politicamente: rallentare il più possibile il percorso e rendere più difficile il completamento della successiva fase nazionale. È un gioco fin troppo evidente, ma che risulta una bolla di sapone”.

“Nel 2017 oltre 2,3 milioni di veneti parteciparono al referendum sull’Autonomia e più del 98% dei voti validi disse sì. Fratelli d’Italia continuerà quindi a lavorare perché il Veneto completi questo passaggio nel rispetto delle regole e senza inutili dilazioni. Dopo nove anni, i veneti non chiedono altri rinvii: chiedono che la loro scelta venga rispettata. In Ufficio di presidenza chiederò di interrompere la pausa estiva e di partire subito con i lavori consiliari per approvare l’Autonomia nei prossimi giorni” conclude Borgia.
Le parole di Riccardo Barbisan (Lega) e Matteo Pressi: “Autogol della sinistra veneta”
“Apprendiamo con dispiacere che, pur di bloccare l’Autonomia, la sinistra veneta è disposta a ricorrere alle carte bollate. Una via già seguita dal Pd nazionale con il ricorso alla Corte costituzionale, peraltro fallito, contro la legge Calderoli. Si tratta di un autogol: da oggi i veneti sanno chiaramente che, al pari di Schlein, Conte e Bonelli, anche il centrosinistra veneto è disposto a tutto pur di contraddire la volontà espressa dai cittadini del Veneto nel referendum del 2017“.


“Uno sgarbo inutile: l’approvazione delle pre-intese rimane una priorità e un’urgenza per i veneti e quindi proporremo di interrompere la pausa estiva e riaprire immediatamente il Consiglio regionale, così da approvare l’autonomia subito. Il risultato sarà comunque raggiunto ma i cittadini si ricorderanno di chi ha cercato fino all’ultimo di tarpare le ali al Veneto”, concludono Barbisan e Pressi.
Le parole del consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta): “La volontà arriva dai territori”
“Si sta finalmente concludendo una procedura burocratico-amministrativa che dura ormai da anni e che, proprio per questo, deve essere portata a compimento rapidamente e senza ulteriori ritardi. È bene ricordare che questo percorso non nasce oggi, ma dal voto espresso dal popolo veneto nel referendum del 22 ottobre 2017, cui è seguito un lungo negoziato con lo Stato. E proprio la documentazione oggi all’esame della Commissione ricorda come, nel febbraio 2018, Governo e Regione avessero sottoscritto un accordo preliminare nel rispetto del principio di leale collaborazione”.
“Eppure dal 2017 a oggi, – continua il consigliere regionale – attraverso le diverse maggioranze governative che si sono succedute, lo Stato non ha mai onorato quel principio di “leale collaborazione” e, soprattutto, non ha dato una risposta alla volontà espressa dai cittadini veneti con il referendum e secondo quanto previsto dall’articolo 2 dello Statuto regionale. Come ha ben evidenziato oggi il Segretario generale della programmazione della Regione del Veneto, Maurizio Gasparin, non possiamo dimenticare che, accanto al referendum, esiste un patrimonio istituzionale e politico costruito dalla Regione del Veneto nel corso degli anni: dalla Consulta per l’Autonomia fino al coinvolgimento del sistema delle autonomie locali. Non si tratta, quindi, soltanto di una questione istituzionale. C’è una volontà che viene dai territori, intesi nel loro complesso: un sistema economico e produttivo e di rappresentanze espressi dalle diverse realtà territoriali. Questa dimensione non può essere ignorata”.

“Alla mia domanda sullo schema di intesa definitivo relativo alla tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica, il dottor Antonio Strusi, Direttore della direzione partecipazioni societarie ed enti regionali della Regione del Veneto, ha precisato che, alla luce della legge 26 giugno 2024, n. 86, l’intero sistema è regolato dal principio di invarianza di bilancio. Questo significa che l’autonomia differenziata, almeno sotto il profilo finanziario, non porta automaticamente nuove risorse. In concreto, il tema sarà anche quello della capacità della Regione di amministrare meglio, organizzare meglio i servizi, eliminare inefficienze e realizzare eventuali risparmi attraverso il buon governo dei settori trasferiti. Sostengo convintamente questa esperienza di autonomia differenziata – puntualizza Morosin – e ritengo importante che il percorso venga concluso. Ma dobbiamo essere altrettanto chiari sul fatto che questo non rappresenta il punto di arrivo. L’obiettivo politico rimane quello indicato dall’articolo 2 dello Statuto della Regione: l’autogoverno del popolo veneto. Oggi questo obiettivo appare ancora lontano, ma il presidente Alberto Stefani ha manifestato l’intenzione di perseguirlo con determinazione”.
“Per questo intendo continuare a lavorare su una prospettiva politica più ampia: quella della macroregione a statuto speciale ‘Venezie’, attraverso la prospettiva della fusione tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, utilizzando il percorso previsto dall’articolo 132 della Costituzione. Su questo tema auspico che possa esserci condivisione tanto all’interno della mia maggioranza quanto con le forze di opposizione. L’autogoverno non può essere ridotto a una bandiera di parte e non può diventare terreno per strumentalizzazioni o polemiche che nulla giovano ai cittadini”, conclude Morosin.
Le parole del consigliere Rosanna Conte (Lega): “Chi sta a destra deve avere coraggio: abbiamo avuto un mandato netto”
“Dopo ieri, il messaggio è chiaro: con la sinistra trattare e dialogare è inutile. È da quando Luca Zaia ha aperto la strada che la sinistra si conferma nemica del popolo veneto. Io sono una persona di destra e convinta federalista. E come tale dico: avanti senza più perdere tempo a parlamentare. È finita l’era della diplomazia, degli accordi e del bon ton istituzionale. Il Presidente Alberto Stefani deve andare avanti senza timore, è una battaglia su cui non si può retrocedere. Non ci può essere alcun dialogo politico con chi continua imperterrito, da anni, a osteggiare e a mettere i bastoni tra le ruote alla più grande riforma della storia moderna del Veneto. La volontà democratica incassata da milioni di veneti con il referendum non si negozia con chi preferisce l’immobilismo centralista al benessere dei nostri territori. Altro che aperture, inviti istituzionali al dialogo e compromessi: chi blocca l’autonomia sta sabotando il futuro dei nostri figli”.

“La maggioranza di centrodestra non deve avere paura di andare avanti. Sulla scorta della amministrazione Zaia, chi è stato eletto ha ottenuto un mandato preciso, chiaro e netto. Esercitiamolo dunque senza paura. Compattiamo le fila tra chi sta in maggioranza, senza perdere nemmeno più un minuto a trattare con la sinistra”, conclude Conte.



