Oltre 400 persone a Mestre per l’apertura ufficiale della campagna elettorale di Andrea Martella: “Venezia può tornare a essere una grande capitale europea, ma serve coraggio, visione e una nuova energia politica”
“Venezia deve tornare a credere in se stessa. Deve tornare ad abitare i suoi spazi, a creare lavoro, a sentirsi comunità. Non accetto che si abitui al declino come se fosse normale. Non lo è e non lo sarà. Io ci sono, non per gestire l’esistente ma per costruire un cambiamento radicale. E questa sfida non è solo mia: è nostra. Insieme possiamo vincerla”. Sono le parole con cui ieri sera Andrea Martella ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale davanti a oltre 400 persone riunite all’IMG Cinema Candiani di Mestre, nel cuore della terraferma veneziana. Un discorso programmatico e politico che ha indicato un’alternativa netta agli undici anni dell’amministrazione Brugnaro.


Il cuore della proposta è racchiuso in quattro parole: abitare, lavorare, proteggere, ricucire. “Abitare significa riportare residenti in centro storico, a Mestre e in tutta la città metropolitana, garantire diritto alla casa, contrastare la rendita e la monocultura turistica – ha spiegato Martella – . Senza residenti non c’è città, c’è solo un meraviglioso fondale: per questo dico che ripopolare Venezia non è un capitolo del programma, è la chiave che tiene insieme tutto il resto. Il turismo è una risorsa fondamentale, ma se non è governato con equilibrio consuma la città e comprime salari e diritti”.
“Lavorare significa creare occupazione di qualità, rilanciare Porto Marghera e il sistema produttivo della terraferma, investire su innovazione, cultura, economia verde, sostenere chi oggi fatica per il costo della vita e per servizi sempre più fragili – ha poi continuato il candidato sindaco –. Proteggere vuol dire difendere l’ambiente e la laguna, ma anche rafforzare la rete sociale, i servizi, i presìdi pubblici: la sicurezza è un bene comune e un diritto fondamentale e si costruisce con controllo del territorio e con una città che funziona. Ricucire e rigenerare significa riqualificare spazi urbani e quartieri, rammendare le fratture tra centro storico, Mestre, Marghera, isole e litorale, costruire coesione dove oggi ci sono marginalità e divisioni”.
Il dolente tasto, la giunta Brugnaro: “Bisogna governare una comunità”
“A Mestre, a Marghera ma ormai anche in centro storico servono risposte concrete, non propaganda. La sicurezza si garantisce con presìdi stabili, servizi, rigenerazione urbana e inclusione, non con annunci episodici“, ha quindi sottolineato Martella, in riferimento all’approccio utilizzato dalla giunta uscente, a suo dire fatto solo di slogan.
Tra le critiche anche l’assenza di una visione di lungo periodo negli anni della giunta Brugnaro. “Non basta amministrare un patrimonio straordinario. Bisogna governare una comunità. Oggi quella comunità è più fragile, più divisa, più impoverita di dieci anni fa. E chiede ascolto, partecipazione, rispetto”.
Proprio la partecipazione è stata indicata come elemento distintivo della nuova fase, insieme alla proposta di uno Statuto Speciale per Venezia per rafforzarne autonomia e poteri su casa, fiscalità urbana e governo integrato della laguna, aggiornando e rifinanziando la Legge Speciale. “Dopo anni di decisioni calate dall’alto, serve una stagione di confronto vero con cittadini, categorie economiche e associazioni, e un rilancio forte delle Municipalità, a partire da quelle della terraferma”.
Le forze al fianco di Martella
A sostenere Andrea Martella nella sua corsa per Ca’ Farsetti, sarà una ricca coalizione: Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, lista Verde Progressista, +Europa, Partito Socialista, Venezia è tua, Radicali, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista. I rappresentanti delle varie forze politiche e civiche erano presenti anche nella serata di ieri, che ha visto anche i loro interventi.
“Invertire lo spopolamento, difendere il lavoro, proteggere l’ambiente e ricucire il tessuto sociale è possibile – ha concluso Martella –. Venezia può tornare a essere una grande capitale europea per qualità del suo progetto urbano e civile, città di dialogo e di pace. Ma serve coraggio, visione e una nuova energia politica”.


