La consigliera di Alleanza verdi e sinistra Elena Ostanel critica il piano regionale sulle prenotazioni delle visite specialistiche
I medici di medicina generale garantiscono assistenza sanitaria di primo livello ai cittadini e rappresentano il principale punto di riferimento della sanità territoriale. Oltre alle visite e alla gestione clinica dei pazienti, seguono prescrizioni, controlli e monitoraggio delle cure. Proprio per questo motivo, il dibattito sulle liste d’attesa coinvolge direttamente il loro ruolo organizzativo e operativo. L’assessore regionale alla Sanità della Regione Veneto Gino Gerosa propone di affidare ai medici di base anche la prenotazione delle visite specialistiche: una proposta che ha acceso il confronto politico.
A intervenire è Elena Ostanel che critica duramente il progetto regionale: “La proposta dell’assessore regionale, Gino Gerosa, di affidare ai medici di medicina generale anche la prenotazione delle visite specialistiche è l’ennesimo tentativo di mettere una pezza su un sistema che da anni non funziona”. La consigliera sostiene che molti professionisti lavorano già oggi senza adeguato supporto amministrativo ed evidenzia carichi di lavoro elevati e tempi sempre più stretti per garantire assistenza ai pazienti.
Ostanel aveva già contestato in passato le proposte regionali sul tema delle attese sanitarie. Secondo l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, questi interventi affrontano soltanto gli effetti del problema senza intervenire sulle cause strutturali. “La verità è che il Veneto e il Paese hanno bisogno di più medici di medicina generale, più personale di studio, più infermieri, più amministrativi e più specialisti nei territori”, aggiunge la consigliera che esclude scorciatoie organizzative come soluzione e chiede investimenti concreti sul personale sanitario.
Case della Comunità e rafforzamento del territorio
Ostanel richiama anche il ruolo delle Case della Comunità previste dalla riforma della sanità territoriale. La consigliera sostiene la necessità di strutture realmente operative, aperte e presidiate da équipe multiprofessionali stabili. Inoltre, chiede servizi accessibili e una rete territoriale capace di sostenere concretamente cittadini e professionisti.
“Le Case della Comunità non possono diventare scatole vuote né un luogo in cui si sposta lavoro senza aggiungere risorse”, afferma Ostanel sottolineando l’importanza di riconoscere il valore professionale dei medici di famiglia e indicando come priorità una formazione coerente con il nuovo assetto territoriale e un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.
La consigliera evidenzia infine il calo dei medici di medicina generale registrato negli ultimi anni in Veneto, mentre aumenta il numero medio di assistiti per ogni professionista. “La Regione deve concentrarsi su assunzioni, integrazione tra professionisti e piena operatività delle Case della Comunità – conclude Ostanel -. I cittadini hanno bisogno di medici che curino, non di medici costretti a fare il centralino della sanità”.



