Luca Zaia difende l’autonomia della Biennale di Venezia nel dibattito sulla presenza russa: “Da Venezia può partire un messaggio di pace”.
Nel pieno del dibattito sul ritorno della Russia alla Biennale di Venezia, Luca Zaia interviene con una posizione netta, difendere l’autonomia della Biennale significa difendere la natura stessa di Venezia, sottolineando: “Venezia, nella sua storia millenaria, ha saputo essere questo: mediazione e incontro, dove la diplomazia ha la meglio sulle armi. La Biennale è erede di questa tradizione e non può smarrirla”.
Zaia ricorda che la Biennale ospita 99 paesi e rappresenta “uno dei più grandi luoghi al mondo di confronto, di libertà e di dialogo“. Una missione che, secondo l’ex Governatore, non deve essere alterata nemmeno alla luce della guerra in Ucraina: “l’Ucraina è stata aggredita ed è giusto sostenerla con fermezza. Ma altra cosa è pensare che la cultura, e con essa la Biennale, debbano rinunciare alla propria funzione storica, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi.”
Sullo sfondo, un nodo non secondario. “La Federazione Russa è proprietaria di un padiglione all’interno dei Giardini della Biennale dal 1914“, ricorda Zaia, aggiungendo che: “molti altri Paesi ospitati nell’esposizione sono direttamente, o da vicino, coinvolti in situazioni di conflitto o di limitazione della democrazia, alcuni dei quali con responsabilità importanti“.
Quindi la conclusione del Presidente Zaia: “La Biennale va difesa proprio perché è la rassegna d’arte più importante e più libera del mondo. Per questo dico: avanti con una Biennale autonoma, capace di custodire la propria missione. E da Venezia, grazie anche alla forza simbolica dell’arte, può partire un messaggio più forte di dialogo, di tregua, di pace. Un risultato importante, degno della sua storia”.



