La strategia di Simone Venturini, candidato sindaco di Venezia per il centrodestra, per rilanciare l’area industriale: stoccaggio di materie prime critiche e nuovi investimenti hi-tech
Appoggiamo con convinzione la candidatura di Porto Marghera come sito strategico per lo stoccaggio di materie prime critiche, comprese le terre rare. È una sfida che vogliamo portare avanti insieme alla Regione e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, perché unisce visione industriale, interesse nazionale e una prospettiva europea, in un contesto globale segnato da profondi cambiamenti macroeconomici”. Lo dichiara il candidato sindaco Simone Venturini, che interviene nel dibattito delineando la strategia per la riqualificazione dell’area.
“Intendiamo rilanciare ulteriormente il ruolo di Porto Marghera – afferma – come polo attrattivo per ulteriori investimenti e insediamenti produttivi strategici, per esempio nel settore della Difesa. Lavoreremo in stretta collaborazione con realtà di primo piano, come Leonardo e Fincantieri, per sviluppare una filiera strategica in grado di generare occupazione qualificata: a partire da ingegneri e profili altamente specializzati, e di attivare ricadute concrete su comparti sempre più centrali in questa epoca, come quello della cybersecurity e dell’intelligenza artificiale”.
Venturini sottolinea come Porto Marghera disponga delle condizioni ideali per diventare un riferimento continentale, contribuendo a rafforzare l’autonomia europea nella transizione economica, energetica e tecnologica. “Spazi, infrastrutture, vocazione produttiva e posizione logistica – prosegue – lo rendono competitivo nei processi di riorganizzazione delle filiere strategiche rispetto agli altri competitor. Non si tratta solo di un’opportunità economica da cogliere al volo, ma di un investimento nel lavoro ad alta specializzazione, nella crescita dell’indotto e nella capacità di attrarre competenze. Venezia può già contare su un solido ecosistema di ricerca e innovazione in questi settori. Nei mesi scorsi, per esempio, è nato RARA Factory, spin-off deep tech di Ca’ Foscari impegnato nello sviluppo di materiali alternativi alle terre rare”.
La visione illustrata si inserisce in un piano più ampio che punta ad attrarre nuovi investimenti, pubblici e privati, capaci di generare occupazione stabile e di aprire a Porto Marghera settori innovativi ad alto valore aggiunto, come un centro di calcolo per l’intelligenza artificiale.
“A ciò si affiancano iniziative industriali già avviate – conclude Venturini –: a Porto Marghera Alkeemia ha intrapreso investimenti significativi nella filiera dei materiali per batterie al litio, con ricadute rilevanti anche per l’automotive. È la prova che Venezia e Porto Marghera possono davvero giocare un ruolo da protagonista nei settori economici e industriali emergenti, rafforzando il proprio ruolo nello scacchiere internazionale”, conclude Venturini.



