I consiglieri regionali del gruppo Resistere Veneto: “Serve massima tutela psicologica per la minore”
Il gruppo consiliare Resistere Veneto interviene sul caso della bambina di cinque anni di Padova, indicata con il nome di fantasia “Alba”, prelevata a scuola dai servizi sociali in esecuzione di un provvedimento del tribunale per i minorenni. I consiglieri regionali parlano di “profonda tristezza” e “sincero turbamento” dopo quanto avvenuto ieri mattina all’interno dell’istituto scolastico.
Secondo quanto riferito nel comunicato, i servizi sociali avrebbero portato via la bambina in lacrime direttamente dall’ambiente scolastico. “Una scena che, al di là di ogni valutazione giuridica o tecnica, colpisce profondamente sul piano umano e lascia sgomenta la comunità”, dichiarano gli esponenti del gruppo Resistere Veneto.
I consiglieri spiegano di avere già interessato il garante regionale dei diritti della persona prima dell’esecuzione del provvedimento. La richiesta puntava a ottenere “attenzione, vigilanza e monitoraggio sul caso”, soprattutto per il timore che eventuali interventi coercitivi potessero provocare conseguenze traumatiche sulla minore.
Nel comunicato, il gruppo ribadisce il rispetto per l’autonomia della magistratura e per il lavoro degli operatori coinvolti nella vicenda. Allo stesso tempo, però, sottolinea la necessità di considerare l’impatto umano ed emotivo della situazione: “Quando una bambina di cinque anni viene allontanata piangendo dal proprio ambiente, il tema non è tanto giuridico quanto soprattutto umano, psicologico ed emotivo”, affermano i consiglieri regionali.
In chiusura, i consiglieri regionali rinnovano la fiducia nel ruolo del garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “In vicende così dolorose servono equilibrio, umanità e silenzio responsabile. Ma serve anche il coraggio istituzionale di ricordare che, prima di ogni sentenza e prima di ogni conflitto tra adulti, esiste una bambina”, concludo i consiglieri.



