Il punto sul maltempo del 2 giugno in Veneto: interventi diffusi, criticità nel Rodigino e 70 COC attivati
L’ondata di maltempo che ha colpito il Veneto nella giornata del 2 giugno ha richiesto un intervento esteso e coordinato dell’intero sistema regionale di Protezione Civile. La dinamica meteorologica, complessa e caratterizzata da due distinti sistemi temporaleschi, ha determinato criticità soprattutto nel Rodigino, con allagamenti diffusi, caduta di alberi e un evento franoso su un argine consortile.
“La giornata di ieri conferma quanto gli eventi meteorologici estremi rappresentino una sfida sempre più frequente per il nostro territorio. Ancora una volta il sistema regionale di Protezione Civile ha dimostrato capacità di risposta, garantendo un presidio costante e interventi tempestivi nelle aree maggiormente colpite”, ha dichiarato il presidente della Regione del Veneto, che ha rivolto un ringraziamento a Sindaci, Centri Operativi Comunali, Vigili del Fuoco, tecnici del Centro Funzionale Decentrato, Consorzi di bonifica e volontari impegnati nelle operazioni.
Il presidente ha inoltre ribadito l’impegno della Regione nel potenziamento degli strumenti di previsione e allertamento e nelle opere infrastrutturali per la sicurezza idraulica: “I bacini di laminazione e gli interventi di manutenzione della rete idraulica sono investimenti strategici che continueremo a sostenere con determinazione”.
Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che ha sottolineato come l’emergenza arancione del 2 giugno sia stata affrontata “con la rapidità ed efficienza che contraddistinguono la Protezione Civile del Veneto”. Venturini ha ringraziato amministratori locali e volontari, primi presidi sul territorio, evidenziando come l’evento abbia avuto il suo punto critico nelle trombe d’aria che hanno causato danni a terra. “È indispensabile continuare a investire nei sistemi di previsione e nella manutenzione del reticolo idraulico”, ha aggiunto.
La dinamica dell’evento meteorologico
Il maltempo ha seguito una doppia traiettoria. Nel pomeriggio un primo sistema temporalesco ha colpito il settore occidentale, in particolare Veronese e Rodigino, con rovesci intensi e picchi di 59 mm a S. Pietro in Cariano (VR) e 67 mm a San Bellino (RO). In serata un secondo fronte, proveniente dalla Lombardia, ha interessato la fascia centrale e settentrionale della regione, con precipitazioni cumulate intorno ai 30 mm.
Il Rodigino l’area più colpita
Il Polesine è risultato il territorio maggiormente interessato dai fenomeni. Allagamenti diffusi sono stati registrati a Rovigo, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine, Villamarzana, Arquà Polesine, Lendinara e Frassinelle Polesine. A Fratta Polesine è stata segnalata grandine di grosse dimensioni, tra 3 e 4 centimetri. A Villamarzana si è verificato un cedimento arginale su uno scolo consortile, mentre ad Adria alcuni alberi sono caduti sulla viabilità principale.
Interventi nel resto del Veneto
La macchina dei soccorsi è stata attiva in tutte le province.
Padova. Interventi per alberi pericolanti nel capoluogo e prosciugamenti a Villafranca Padovana. Situazioni critiche a Due Carrare e Monselice, con allagamenti estesi. Ad Anguillara Veneta è stato attivato il COC.
Vicenza. Allagamenti diffusi e uno svuotamento di scantinati a Brendola.
Verona. Oltre alle precipitazioni intense del pomeriggio, sono stati necessari interventi per alberi pericolanti e prosciugamenti. I COC hanno monitorato costantemente l’evoluzione dei fenomeni.
Venezia. Segnalati danni d’acqua e rimozione di alberi pericolanti.
Analisi idraulica e coordinamento
La rete idraulica principale non ha mostrato criticità significative, mentre la rete secondaria è stata messa sotto pressione dall’intensità delle piogge, causando allagamenti localizzati. L’evento franoso di Villamarzana è stato attribuito alla saturazione del terreno.



